Attento all’ascolto e impegnato nell’accompagnamento delle persone, in particolare i giovani e i seminaristi. Monsignor Domenico Basile, vicario generale della diocesi di Andria e assistente regionale dell’Azione cattolica pugliese, è stato nominato, da papa Leone, nuovo vescovo di Molfetta. Succede a monsignor Domenico Cornacchia, che lascia per limiti di età.

Nato il 3 giugno 1966 ad Andria, ha studiato Filosofia e Teologia presso il Seminario vescovile della sua diocesi e poi presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI di Molfetta.

Ordinato sacerdote il 14 settembre 1991 si è licenziato in teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense di Roma- è stato vicario Parrocchiale di San Giuseppe Artigiano, ad Andria (1991-1993); Educatore presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI (1993-2000); Direttore del servizio di Pastorale giovanile diocesano (1996-2000); Parroco del Cuore Immacolato di Maria di Andria (2000-2017); Direttore della biblioteca e dell’archivio diocesano (dal 2015); Padre Spirituale presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI (2017-2021); Direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto (dal 2019). Dal 2021 è Vicario Generale della Diocesi di Andria e dal 2024 assistente regionale dell’Azione cattolica.

«Mentre mi preparavo al momento dell’annuncio», ci dice raggiunto al telefono, «ho pensato molto alla consegna che il Giubileo ci lascia: quella della speranza. Credo che ci siano tanti uomini e donne oggi che cercano speranza e senso alla propria vita e quindi credo che il ministero episcopale e lo stesso servizio della Chiesa siano importanti da questo punto di vista. L’ho sottolineato anche nella lettera che ho rivolto alla diocesi». Lettera nella quale esprime «il desiderio di stare in mezzo a voi come un viandante, perché non venga meno l’impegno ad essere “pellegrini di speranza”, insieme agli uomini e alle donne del nostro tempo che, in vari modi, cercano il senso del loro vivere quotidiano e anelano alla salvezza».

Ha rivolto un pensiero a don Tonino Bello «che con l’eloquenza di parole e gesti profetici ha consumato la sua vita per il Signore, vivendo fino in fondo il desiderio di essere “un Vescovo fatto popolo”. Possa la sua testimonianza illuminare il mio ministero in mezzo a voi e il cammino della nostra Chiesa!». E, dopo il saluto al suo predecessore, monsignor Cornacchia, si è rivolto «alle laiche e ai laici della nostra Chiesa», ai diaconi e ai presbiteri, alle religiose e ai religiosi, alle autorità civili e militari , all’intera comunità del Seminario Regionale«a tutti voi, carissimi fratelli e sorelle della Chiesa che è in Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi». E chiede «il dono di una preghiera di cui sento particolarmente bisogno in quest’ora: domandate al Signore che mi benedica, accompagnandomi con la sua grazia nel ministero episcopale, e affidatemi a Maria, Madre di Dio e discepola pronta nel pronunciare il suo fiat».

La presidenza nazionale dell’Azione cattolica, esprimendo gioia e gratitudine per la nomina si è detta certa che «l’esperienza maturata negli anni – nel servizio ai giovani, nella formazione nei seminari, nella guida delle comunità parrocchiali e nella responsabilità di governo come Vicario generale – sarà un prezioso patrimonio messo ora a servizio della Chiesa diocesana affidata alle sue cure pastorali». E la delegazione regionale dell’Azione cattolica, salutando il suo assistente gli ha assicurato: «Continueremo a pregare per te, carissimo don Mimmo, con tutto il nostro affetto e la nostra fedeltà ecclesiale, certi che il legame costruito nel congiunto servizio all’Azione cattolica continuerà nell’indissolubile fraterna reciprocità a generare comunione e speranza nel cammino della Chiesa regionale e universale».

Una preghiera che il neo vescovo di Molfetta accoglie volentieri e che, anzi, sollecita. Perché, insieme alla gioia «se penso ai limiti, alle mie sole forze, può prevalere qualche timore. Ma ho detto il mio sì fidandomi di Dio. C’è un di più di fiducia e di speranza che viene dalla grazia del Signore, a cui mi sono sempre affidato».