Continuità e rinnovamento. Papa Leone, con le nomine dello scorso 30 marzo, ha rafforzato l’impianto diplomatico della Santa Sede con un ricambio fisiologico che non rinuncia però alle competenze delle figure che hanno lavorato a più stretto contatto con papa Francesco. E così il sostituto di Stato, monsignor Edgar Peña Parra, diventa nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino. A 66 anni il vescovo venezuelano, lascia così il ruolo di “ministro dell’Interno” vaticano, in pratica la terza carica più importante dopo lo stesso Pontefice e il Segretario di Stato, per trasferirsi nella nunziatura di via Po, a Roma e diventare così il rappresentante pontificio presso la Conferenza episcopale Italiana e lo Stato italiano. La nomina di una personalità così di peso si inquadra nell’ottica di rafforzare sia i rapporti con l’episcopato italiano che con le istituzioni del nostro Paese. Il nunzio a Roma, infatti, non è solo un diplomatico, ma un ponte diretto tra il Papa e le diocesi italiane e tra il Vaticano e lo Stato.

Al suo posto arriva monsignor Paolo Rudelli, 56 anni, originario di Bergamo, diplomatico di carriera. Torna in segreteria di Stato dove aveva già prestato servizio in passato. Fino ad oggi Nunzio in Colombia, vanta un curriculum di tutto rispetto: rappresentante in Zimbabwe, osservatore permanente presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo e precedenti incarichi nelle nunziature di Ecuador e Polonia. Di lui si dice che sia vicinissimo, come il predecessore, al cardinale Pietro Parolin con il quale collaborerà strettamente. Dalla scrivania del Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato (questo il nome completo dell’incarico) passano i dossier più delicati, dal rapporto con i Dicasteri alle nomine negli uffici vaticani fino all’organizzazione dei viaggi papali. La sua è la seconda nomina di rilievo in Segreteria di Stato dopo quella, lo scorso novembre, del teologo nigeriano Anthony Onyemuche Ekpo come Assessore .

Quasi come in un gioco di domino poi, se monsignor Peña Parra diventa Nunzio in Italia al posto di monsignor Petar Rajič, quest’ultimo viene chiamato come nuovo Prefetto della Casa Pontificia, un incarico rimasto vacante dal 2023. Quello di prefetto è un ruolo di altissima prossimità al Papa, visto che è la prefettura della Casa Pontificia che è responsabile dell’ordine interno e della gestione quotidiana della vita del Pontefice. In concreto organizza le udienze (pubbliche, private e ai capi di Stato) e prepara le cerimonie pontificie.

Non è secondario il fatto che tutte e tre le figure siano dei diplomatici di lunga esperienza e dei canonisti. Segno che il Papa, in un momento storico così delicato per il mondo, vuole cercare di aprire il più possibile le relazioni internazionali in cornici precise di diritto. Infine da rilevare che, se come Sostituto di Stato torna un italiano, come era tradizione, il Pontefice mantiene, però, tutto il peso della Chiesa latinoamerica in ruoli chiave.