Pubblichiamo il testo integrale del discorso rivolto da Leone XIV ai circa 650 detenuti della prigione di Bata, nella Guinea Equatoriale, visitata mercoledì dal Pontefice nel suo penultimo giorno di viaggio nel Paese. Nonostante una pioggia torrenziale che a un certo punto s’è abbattuta su questa città del litorale della Guinea e considerata la capitale politica, i detenuti sono rimasti fermi sul posto a ballare, saltellare, agitare bandiere guineane e vaticane, e cantare battendo i piedi: «Siamo credenti, sappiamo che non saremo abbandonati. Grazie santo Padre per averci visitato». Al termine dell’incontro, il Papa ha benedetto tutti e donato, come ricordo della visita, una statua di San Francesco d’Assisi.

Cari fratelli, care sorelle!

In alcuni posti dicono che la pioggia è segno della benedizione di

Dio! Chiediamo che sia così! E viviamo questo momento anche come segno della vicinanza di Dio, Dio che mai ci abbandona. Ho ascoltato con attenzione le vostre parole. Grazie per la chiarezza e per averci mostrato che, anche nelle difficoltà, la dignità umana e la speranza non vanno mai perdute.

Oggi sono qui per dirvi qualcosa di molto semplice: nessuno è escluso

dall’amore di Dio! Ognuno di noi, con la propria storia, i propri errori e le proprie sofferenze, continua a essere prezioso agli occhi del Signore. Possiamo dirlo con certezza, perché Gesù ci ha rivelato questo in ogni incontro, in ogni gesto e in ogni parola. Persino arrestato, condannato e messo a morte senza alcuna colpa, Lui ci ha

amato sino alla fine, mostrando di credere nella possibilità che l’amore

cambi anche il cuore più indurito. In questo mio viaggio, sto sperimentando che la Guinea Equatoriale è una terra ricca di culture, lingue e tradizioni. Le vostre famiglie, le vostre comunità e la vostra fede sono una grande forza per questa Nazione. Anche voi fate parte di questo Paese. L’amministrazione della giustizia ha lo scopo di proteggere la società, ma per essere efficace deve sempre investire sulla dignità e sulle potenzialità di ogni persona. Una vera giustizia cerca non tanto di punire, ma soprattutto di aiutare a ricostruire la vita sia delle vittime, sia dei colpevoli, sia delle comunità ferite dal male.

Non c’è giustizia senza riconciliazione. È un lavoro immenso, di cui una parte può avvenire dentro la prigione e un’altra parte, ancora maggiore, deve coinvolgere tutta la comunità nazionale, per prevenire e riparare le ferite

provocate dall’ingiustizia.

Voglio parlarvi, infatti, soprattutto di speranza e di cambiamento. Anche se il carcere appare un luogo di solitudine e desolazione, questo tempo – come è stato detto – può diventare un tempo di riflessione, di riconciliazione e di crescita personale. Si faccia di tutto, ad esempio, perché vi sia data in carcere la possibilità di studiare e di lavorare con dignità.

La vita non è definita solo dagli errori commessi, esito in genere di circostanze pesanti e complesse: c’è sempre l’opportunità di rialzarsi, di imparare e di diventare una persona nuova.

Prisoners of Bata Prison await arrive Pope Leo XIV, Bata, Equatorial Guinea, 22 April 2026. Pope Leo XIV is on postolic journey to Equatorial Guinea. ANSA/LUCA ZENNARO
Prisoners of Bata Prison await arrive Pope Leo XIV, Bata, Equatorial Guinea, 22 April 2026. Pope Leo XIV is on postolic journey to Equatorial Guinea. ANSA/LUCA ZENNARO
I detenuti cantano e danzano davanti al Papa (ANSA)

Fratelli e sorelle, non siete soli. Le vostre famiglie vi amano e vi

aspettano, e molti, al di fuori di queste mura, pregano per voi. E se anche qualcuno temesse di essere stato abbandonato da tutti, Dio non vi abbandonerà mai e la Chiesa sarà al vostro fianco.

Pensate anche al vostro Paese, ai giovani della Guinea Equatoriale che hanno bisogno di esempi di perseveranza, responsabilità e fede. Ogni sforzo di riconciliazione, ogni gesto di bontà, può diventare una fiammella di

speranza per gli altri.

Desidero ringraziare anche coloro che lavorano in questo centro

penitenziario: il Direttore, gli Agenti e il Cappellano. Il loro servizio è fondamentale quando coniuga sicurezza, rispetto e umanità, garantendo l’ordine necessario ad accompagnare i detenuti in un percorso di reinserimento e di ricostruzione della propria vita.

@Vatican Media
@Vatican Media
Il Papa durante il suo discorso (ANSA)

Cari fratelli e sorelle, Dio non si stanca mai di perdonare. Egli

apre sempre una nuova porta a chi riconosce i propri errori e desidera

cambiare. Non permettete che il passato vi rubi la speranza nel futuro.

Ogni giorno può essere un nuovo inizio.

Affidiamo questo cammino alla Vergine Maria, Madre di Misericordia.

Che ella accompagni le vostre vite, consoli i vostri cuori e protegga le

vostre famiglie. Oggi voglio assicurarvi la mia vicinanza e la mia preghiera per voi e per tutto il popolo della Guinea Equatoriale. E ricordate sempre: una persona che si rialza dopo essere caduta è più forte di prima.

Che il Signore vi conceda pace, speranza e forza per

ricominciare.

Fratelli e sorelle, sotto questa pioggia, che è benedizione di Dio,

preghiamo insieme la preghiera che Cristo ci ha insegnato, dicendo: Padre nostro…