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«Nessuno nasce in nessun luogo. I luoghi sono parte della nostra identità. Ogni luogo è un racconto». Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, nel presentare il documentario “L’Argentina di Francesco”, il documentario di Eugenio Bonanata, spiega che, «per raccontare una storia bisogna viverla, camminarci dentro, andare sui luoghi. Incontrare le persone». Ed è per questo che è importante questo lavoro, perché, a un anno dalla morte di papa Francesco, racconta la sua storia dall’inizio, andando laddove è iniziata. A Buenos Aires, nei quartieri di Flores e Almagro. Lo fa parlando con testimoni diretti». Rubin e Ambrogetti, che hanno firmato la sua biografia prima che diventasse Papa, i suoi alunni, i sacerdoti, i semplici fedeli che lo hanno conosciuto.
E guardando le immagini, il Pontificato acquista, se possibile, una forza ancora maggiore. Perché lo si vede nella continuità della vita del giovane Jorge Mario Bergoglio, del sacerdote, del vescovo, del cardinale. Il confessionale dove è nata la sua vocazione, all’incrocio con un viaggio con un’amica che non sarebbe poi avvenuto, l’oratorio di Almagro, dove gioca a calcio e impara ad amare il San Lorenzo, nelle villas miserias dove invia e sostiene padre Pedro, le strade polverose dove pratica quella «Chiesa ospedale da campo» che gli abbiamo sentito più volte richiamare. L’incontro con la gente comune, il suo incitamento ad «andare avanti, sempre avanti», la sua predilezione per i più piccoli. Il giornale comprato da solo attraversando la piazza dove sorge la cattedrale, la signora confessata in autobus, il biglietto della metropolitana pagata a un amico, la bagna cauda “con la panna” mangiata con i piemontesi emigrati in Argentina. Il documentario ci restituisce i luoghi nei quali, come dice ancora Ruffini, «c’è il segreto di un pontefice che ha segnato la storia della Chiesa. C’è l’origine del motto di Papa Francesco, "miserando acque eligendo”. E di quel tutti tutti tutti ripetuto alla GMG di Lisbona come un appello. Todos, todos, todos».


In onda il 21 sera su tv2000 il documentario, già presentato ad Asti con i parenti di papa Francesco, sarà proiettato a Lampedusa e a Regina Coeli, il primo e l’ultimo luogo di un Pontificato che, dai migranti ai detenuti, passando per ciascuno di noi, ha abbracciato l’umanità.




