PHOTO
Ricorda il disastro nucleare di Chernobyl, 40 anni dopo, papa Leone sottolineando che «ha segnato la coscienza dell’umanità». L’incidente «rimane un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre più potenti», aggiunge. E, mentre prega per le vittime e per «quanti ne soffrono ancora le conseguenze» auspica che «a tutti i livelli decisionali, prevalgano sempre discernimento e responsabilità, perché ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace».
Prima, spiegando il Vangelo di Giovanni e il ladro che entra nel recinto per rubare insiste sulla necessità di vigilare. E indica i ladroni in quelle persone che «saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o
alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità».
I “ladri”, inoltre «possono assumere tanti volti: sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi». Per questo occorre fidarsi di Dio che non ci toglie mai nulla, anzi ci dona la vita e interrogarci su quanto siamo stati capaci di non far entrare i ladri nel nostro recinto.




