Ai balconi sono appese le bandiere dell’Italia e della Città del Vaticano ma anche quella degli Stati Uniti e del Perù, le due “patrie” di papa Leone XIV. È quasi insolito vederle in un piccolo centro come Sant’Angelo Lodigiano – 13mila abitanti, di cui 3 mila immigrati provenienti dall’Europa dell'Est, soprattutto Romania, Nordafrica, Africa subsahariana e America Latina – ma il motivo è che qui è nata Santa Francesca Saverio Cabrini, la “patrona degli emigranti”, che da questo luogo partì missionaria nel 1889 per andare negli Stati Uniti e assistere gli immigrati italoamericani.

Papa Leone, nel suo viaggio in Lombardia, ha voluto inserire questa tappa, dopo quella di Pavia, per pregare davanti alla reliquia del cuore della Santa. Prima l’atterraggio allo stadio comunale “Carlo Chiesa”, dove lo accolgono in un clima di festa i ragazzi del Grest, gli oratori estivi, e i bambini delle scuole materne della città, poi il giro sulla papamobile per arrivare in centro nella Basilica dedicata a Santa Cabrini e sant’Antonio Abate dove il Pontefice, accolto dal vescovo di Lodi, dal sindaco di Sant’Angelo, Cristiano Devecchi, e dai sindaci della zona, dai sacerdoti della diocesi di Lodi e dalle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù.

«Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini»

«Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini, Patrona dei migranti, prima Santa degli Stati Uniti d’America, nata qui, a Sant’Angelo Lodigiano, nel 1850, e morta a Chicago, la mia città natale, nel 1917», dice il Papa, «quando ho saputo che Sant’Angelo Lodigiano dista pochi chilometri da Pavia, ho pensato di cogliere l’occasione… Ed eccomi qua. Grazie della vostra calorosa accoglienza! Così voi mi dimostrate l’amore della Chiesa laudense per il Papa, un amore che madre Cabrini nutriva con singolare devozione e obbedienza».

La reliquia del cuore di Santa Francesca Cabrini venerata dal Papa a Sant'Angelo Lodigiano
La reliquia del cuore di Santa Francesca Cabrini venerata dal Papa a Sant'Angelo Lodigiano

La reliquia del cuore di Santa Francesca Cabrini venerata dal Papa a Sant'Angelo Lodigiano

Papa Leone ricorda che «quando fu il momento della scelta decisiva sulla “rotta” da dare alla missione del suo istituto religioso», Santa Francesca Cabrini «volle che fosse il Papa a indicarla. E Leone XIII fu chiaro: “Non all’oriente, ma all’occidente”, al servizio delle migliaia di emigrati italiani in America, come già le aveva suggerito il Vescovo di Piacenza, San Giovanni Battista Scalabrini. Attraverso le voci di questi due Pastori illuminati, madre Cabrini interpretò i segni dei tempi e comprese che il sogno di andare in Cina, emulando San Francesco Saverio, si doveva realizzare là dove, in quel momento, maggiore era il bisogno. Ma, care sorelle e cari fratelli, se guardiamo al mondo di oggi, che cosa dobbiamo dire?», chiede il Papa, «quel “segno”, cioè il fenomeno migratorio, è entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa».

L’eredità di Francesco e il servizio ai migranti

«Se madre Francesca vivesse oggi, che cosa le direbbe la sua anima missionaria? O meglio, che cosa direbbe il Cuore di Cristo al suo cuore di donna consacrata a Lui e al servizio del suo Regno? E che cosa le avrebbe chiesto un Papa come Francesco, il quale, figlio di emigrati italiani, ha fatto del servizio ai migranti uno dei punti-chiave del suo pontificato?», domanda Leone che richiama il magistero del predecessore.

«Papa Francesco ha voluto che la sua terza Enciclica, Dilexit nos, che è risultata poi l’ultima, fosse dedicata all’“amore umano e divino del Cuore di Cristo”, cioè a quel mistero di carità infinita che è l’unico vero “motore” della vita di Santa Cabrini, di tutto ciò che ha realizzato e, ancor più, di come lo ha fatto. Ebbene, in questa Enciclica, Papa Francesco scrive: “L’attualità della devozione al Cuore di Cristo è particolarmente evidente nell’opera evangelizzatrice ed educativa di numerose congregazioni religiose femminili e maschili che sono state segnate fin dalle loro origini da questa esperienza spirituale cristologica”».

I fedeli a Sant'Angelo Lodigiano
I fedeli a Sant'Angelo Lodigiano

I fedeli a Sant'Angelo Lodigiano

Il Pontefice prosegue sottolineando di aver portato avanti il magistero di papa Francesco con l’Esortazione apostolica Dilexi te sull’amore verso i poveri e, sottolinea, «là dove si parla della carità nella forma di “accompagnare i migranti”, compare, proprio accanto a San Giovani Battista Scalabrini, la figura di Santa Francesca Saverio Cabrini. “Il suo cuore materno, che non si dava pace, li raggiungeva dappertutto – gli emigrati –: nei tuguri, nelle carceri, nelle miniere” (n. 74). Lei stessa ha scritto così: “Nessun lavoro sarà troppo difficile, nessuna terra troppo lontana, nessuna persona troppo ferita per l’amore del Cuore di Gesù e per tutti coloro invitati ad essere portatori dell’amore di Cristo nel mondo”».

Partendo dalla straordinaria attualità di questa figura il Papa chiede: «Cosa c’è di più attuale di questo carisma? Lo dico qui, davanti alla Reliquia del cuore di madre Cabrini, portata dalla Casa-madre di Codogno. Lo dico salutando e ringraziando con affetto le sue figlie spirituali, le Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Cosa c’è di più attuale di un carisma missionario che si pone al servizio dei migranti?».

L’appello ai giovani e il saluto del vescovo di Lodi

Il Papa allora lancia un appello soprattutto ai più giovani: «Conoscete Santa Francesca Cabrini! Leggete i suoi scritti, pieni di passione per Gesù e per la missione; le sue lettere, i suoi diari di viaggio, gli appunti dei suoi ritiri. Chi conosce madre Cabrini, ne rimane conquistato. La sua anima era nello stesso tempo contemplativa e attiva; era immersa nell’amore del Cuore di Cristo e questo le dava una capacità di lavoro e una forza d’animo straordinarie, coerentemente con il motto paolino che aveva scelto per l’Istituto: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”».

Un appello che il Papa rivolge «in modo speciale alla Chiesa che è a Lodi, che oggi mi ha accolto con tanto affetto! E vorrei esprimerlo in forma di augurio: la Chiesa di San Bassiano si distingua sempre per quei tratti che risplendono in questa sua figlia così gloriosa. Con il suo esempio e la sua intercessione, Santa Cabrini vi aiuti a essere innamorati di Cristo, testimoni del suo Vangelo con stile operoso e generoso, al servizio dei più poveri. Vi aiuti a vivere una sinodalità effettiva, camminando uniti e tendendo insieme alla santità, nella varietà dei doni e dei ministeri. Per questo vi assicuro la mia preghiera».

Papa Leone nella Basilica dedicata a Santa Francesca Cabrini a Sant'Angelo Lodigiano (Lodi)
Papa Leone nella Basilica dedicata a Santa Francesca Cabrini a Sant'Angelo Lodigiano (Lodi)

Papa Leone nella Basilica dedicata a Santa Francesca Cabrini a Sant'Angelo Lodigiano (Lodi)

(REUTERS)

Un pensiero il Pontefice lo rivolge anche alle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, la Congregazione fondata da Santa Francesca Cabrini e della quale in prima fila c’è la Superiora generale, suor Maria Eliane Azevedo Da Silva: «Dio le benedica e le rinnovi nella fedeltà al carisma di madre Cabrini. E possa la Chiesa intera guardare a questa stupenda missionaria dell’Amore, per imparare che cosa significa servire il Regno di Dio nel vivo della storia».

Nel suo indirizzo di saluto, il vescovo di Lodi, Maurizio Malvestiti, ricorda la figura di Santa Francesca Cabrini che «ottant'anni orsono venne proclamata santa: originale e tanto fecondo è il suo connubio tra contemplazione e carità sociale, ambedue travolgenti e lungimiranti nell'evangelica lettura dei tempi e delle cose nuove. Con intuizioni ecumeniche e interreligiose ad attestare che nessuno è straniero nella storia: tutti siamo chiamati a fraternità nella giustizia e nella pace. Dal vescovo della Chiesa Romana, che presiede l'universale carità quale garante dell'unità, desideriamo la conferma sui passi della fede quali pellegrini di speranza che approdano nella carità».

Malvestiti ricorda anche la visita a Lodi di Giovanni Paolo II, avvenuta nello stesso giorno, il 20 giugno 1992, e l’esortazione di Papa Francesco che «nell'udienza alla diocesi del 26 agosto 2022 evocò santa Cabrini e la parentela spirituale anche a motivo di don Enrico Pozzoli, missionario lodigiano che lo battezzò». E conclude con un auspicio: «Oggi gustiamo tutta la gioia di essere “concittadini dei Santi e familiari di Dio” e auspichiamo l'ambita beatificazione di Giancarlo Bertolotti, medico esemplare nella difesa della vita nascente e dell'amore coniugale, le cui spoglie riposano in questo tempio».