Di fronte alle «strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici e di falsi motivi religiosi», c’è uno sguardo capace di disarmare: quello della Madre di Dio, che vede la realtà con gli occhi del Figlio.

È questo il filo rosso dell’omelia di Papa Leone XIV nella celebrazione dei Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e del tradizionale Te Deum di fine anno, presieduto nella Basilica di San Pietro davanti a circa 5.500 fedeli, mentre si avvia alla conclusione l’Anno civile e anche quello giubilare che ha visto arrivare nella Città Eterna circa 30 milioni di pellegrini.

Davanti alle autorità civili, tra cui il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Papa ha rivolto un augurio preciso alla Capitale, “città del Giubileo”: essere all’altezza dei più piccoli, «dei bambini, degli anziani soli e fragili, delle famiglie che faticano ad andare avanti, degli uomini e delle donne venuti da lontano nella speranza di una vita dignitosa».

Due disegni sul mondo

Nel suo discorso il Pontefice ha evocato due “disegni” che attraversano la storia. Da una parte, il disegno di Dio: «sapiente, benevolo, misericordioso», un progetto «libero e liberante, pacifico e fedele», come quello cantato da Maria nel Magnificat, dove la misericordia del Signore si stende “di generazione in generazione”.

Dall’altra parte, ha denunciato Leone XIV, ci sono “altri disegni”, che anche oggi «avvolgono il mondo»: non progetti di pace, ma strategie di potere, volte a conquistare mercati, territori e zone di influenza. Strategie che spesso si presentano con parole altisonanti, ma che nascondono violenza e interessi di parte: «Ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi», le descrive Prevost. Eppure Maria,«la più piccola e la più alta tra le creature», guarda la storia con lo sguardo di Dio: «Vede le cose con lo sguardo di Dio», ha spiegato il Pontefice, «vede che con la potenza del suo braccio l’Altissimo disperde le trame dei superbi, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, riempie di beni le mani degli affamati e svuota quelle dei ricchi. La Madre di Gesù è la donna con la quale Dio, nella pienezza del tempo, ha scritto la Parola che rivela il mistero. Non l’ha imposta: l’ha proposta prima al suo cuore e, ricevuto il suo ‘sì’, l’ha scritta con ineffabile amore nella sua carne. Così la speranza di Dio si è intrecciata con la speranza di Maria, discendente di Abramo secondo la carne e soprattutto secondo la fede».

Il Papa davanti al Presepe allestito in piazza San Pietro
Il Papa davanti al Presepe allestito in piazza San Pietro

Il Papa davanti al Presepe allestito in piazza San Pietro

(ANSA)

La speranza dei piccoli

«Dio ama sperare con il cuore dei piccoli», ha sottolineato Leone XIV. È così che il mondo va avanti: grazie alla speranza di tante persone semplici, spesso invisibili, che continuano a credere in un domani migliore perché sanno che il futuro è nelle mani di Dio.

Tra queste persone, ha ricordato il Papa, c’era anche Simone, il pescatore di Galilea chiamato Pietro. Sulla sua fede semplice e generosa, Dio ha costruito la sua Chiesa. E ancora oggi, presso la tomba dell’Apostolo, pellegrini da ogni parte del mondo rinnovano la loro fede in Cristo, in modo particolare durante l’Anno Santo ormai prossimo alla conclusione.

Roma, città del Giubileo

Roma, ha ribadito il Pontefice, ha un posto speciale nel disegno di Dio non per le sue glorie o per la sua potenza, ma perché qui Pietro, Paolo e tanti martiri hanno dato la vita per Cristo. Per questo è la città del Giubileo, segno di un mondo riconciliato e rinnovato: «Oggi ringraziamo Dio per il dono del Giubileo, che è stato un grande segno del suo disegno di speranza sull’uomo e sul mondo», l’omaggio del Pontefice, «e ringraziamo tutti coloro che nei mesi e nei giorni del 2025 hanno lavorato al servizio dei pellegrini e per rendere Roma più accogliente. Questo era stato, un anno fa, l’auspicio dell’amato Papa Francesco», ha sottolineato Leone XIV: «Vorrei che lo fosse ancora, e direi ancora di più dopo questo tempo di grazia. Che questa città, animata dalla speranza cristiana, possa essere al servizio del disegno d’amore di Dio sulla famiglia umana».

Un cammino che il Papa ha affidato all’intercessione della Santa Madre di Dio, Salus Populi Romani.

@Vatican Media
@Vatican Media
Il Papa in preghiera davanti al Presepe allestito in piazza San Pietro (ANSA)

Al termine della celebrazione nella Basilica Vaticana, Leone XIV è uscito in Piazza San Pietro per visitare il presepe posto sotto l'obelisco, donato dalla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Accolto dalla presidente del Governatorato suor Raffaella Petrini, dinanzi all'assembramento dei fedeli che si è subito creato, il Pontefice ha sostato per alcuni minuti davanti all'allestimento, contemplandone le figure e ascoltando anche le spiegazioni della religiosa. Quindi è salito davanti al Bambino Gesù per rendergli omaggio e pregare per alcuni istanti. Al termine, prima di lasciare la piazza, Leone si è soffermato con le centinaia di fedeli presenti, stringendo loro le mani e dispensando benedizioni.