Alla fine arrivano mezze conferme. In Vaticano le bocche erano rimaste cucite anche se da mesi si vedono piattaforme e gru che lavorano attorno al Palazzo apostolico. Dopo che il quotidiano La Repubblica aveva annunciato come imminente il trasloco del Pontefice dall’abitazione nella quale ha continuato a vivere anche dopo l’elezione al soglio di Pietro, la Sala Stampa Vaticana ha precisato che «il Papa intende utilizzare come abitazione gli spazi a disposizione dei suoi predecessori, per sé e per i suoi più stretti collaboratori. Lo studio, dove i lavori sono completati e dove il Papa ha già ripreso a lavorare durante il giorno, è quello da cui si affaccia per la preghiera con i fedeli riuniti nella sottostante Piazza San Pietro». Tuttavia, secondo quanto riporta il quotidiano, Prevost non andrebbe a vivere nell'appartamento pontificio, quello dove si trova, appunto, lo studio dal quale si affaccia la domenica per l’Angelus, ma al piano superiore. Una mansarda autonoma e poco visibile dall’esterno dove ci sarebbe una sobria camera da letto. A questa si aggiungono una cucina altrettanto essenziale, le stanze per i collaboratori più stretti e, poco distante, una cappellina. Sul lato che affaccia sul Torrione dello Ior (che può vedersi solo entrando all’interno della Città del Vaticano), poi, sarebbe stata allestita anche una palestra.

Con Leone XIV, come lui stesso ha dichiarato in uno dei quasi consueti incontri settimanali con i giornalisti a Castel Gandolfo, andranno a vivere i suoi due segretari, il peruviano don Edgard Iván Rimaycuna Inga, con lui dai tempi in cui era vescovo in Perù, e don Marco Billeri, chiamato all’incarico nell’ottobre del 2025.