È raggiante Riccardo Muti al termine del Concerto di Natale in Vaticano al termine del quale gli stato consegnato da Papa Leone XIV il Premio Ratzinger, attribuito ogni anno a personalità eminenti nel campo della cultura e dell’arte.

Muti ha diretto la Messa per l’Incoronazione di Carlo X, composta da Luigi Cherubini nel 1825 ed eseguita per la prima volta nello stesso anno nella Cattedrale di Reims. L’esecuzione è stata affidata all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata dallo stesso Muti, e al Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”. Quasi un’ora di musica ascoltata con grande concentrazione dal pubblico, interrotta solo dopo il Credo dal grido “bravo” e da un applauso estemporaneo.

Il maestro 84enne è felice per tanti motivi. Ha incontrato finalmente Leone XIV (“l’ho amata fin dai primi momenti in cui ha cominciato a esternare i suoi propositi”, gli dice emozionato aggiungendo che lui è nato sotto il segno del Leone). Muti tra l’altro è Direttore Emerito a vita della Chicago Symphony Orchestra, una delle più prestigiose orchestre nordamericane e del mondo, fondata nel 1891 nella città in cui è nato nel 1955 Robert Francis Prevost.

Inoltre è tornato a dirigere musica in Vaticano alla presenza del Papa. Ha ricevuto un premio intitolato a un uomo di Chiesa con il quale ha avuto un rapporto di amicizia e di stima vicendevole. Ha avuto l’occasione di rivedere e salutare vecchi amici, come il cardinale Gianfranco Ravasi (“ci conosciamo dai tempi in cui lui stava alla Scala e io all’Ambrosiana”, ci dice il porporato), il cardinale arcivescovo di Chicago Blase Cupich e monsignor Domenico Mogavero, il vescovo emerito di Mazara del Vallo che in varie occasioni ha accompagnato Muti nei suoi viaggi e concerti legati all’iniziativa “Vie dell’amicizia”.

Dopo aver ritirato il premio, Muti ricorda i suoi incontri con Benedetto XVI, in particolare l’ultimo, al termine del quale Ratzinger, dopo aver ascoltato le lamentele del maestro per certe regie d’opera, disse “lasciamolo riposare in pace quel povero Mozart”.

Nel suo discorso Papa Leone cita Sant’Agostino, ricordando che “nel suo trattato sulla musica, la chiama scientia bene modulandi, collegandola all’arte di guidare il cuore verso Dio. La musica è una via privilegiata per comprendere l’altissima dignità dell’essere umano e per confermarlo nella sua più autentica vocazione”. Rivolgendosi a Muti definisce il Premio Ratzinger “segno di apprezzamento per una vita interamente consacrata alla musica, luogo di disciplina e di rivelazione”. Poi ricorda che Papa Benedetto “nella musica cercava la voce di Dio nell’universo”. “In questo itinerario di ricerca della bellezza, Lei, caro Maestro”, ha proseguito Leone, “ha avuto modo di incontrare più volte il Cardinale Ratzinger, a cominciare da quando egli frequentava i concerti a Salisburgo, a Monaco di Baviera, poi a Roma. Negli anni successivi, Papa Benedetto partecipò alle Sue esecuzioni nell’Aula Paolo VI, dove Le consegnò la Gran Croce di San Gregorio Magno. Il Premio che oggi riceve è prosecuzione di quel rapporto, di un dialogo aperto al mistero e orientato al bene comune, all’armonia”.

“Maestro Muti, il suo modo di interpretare la direzione, arte dell’ascolto e della responsabilità, trova riscontro anche nella Sua naturale inclinazione alla formazione. Lo dimostrano il Suo legame con i conservatori italiani e la pratica delle “prove aperte”, offerte come forma di condivisione, dove ogni gesto è un atto di fiducia, un invito più che un comando.Appare così particolarmente coerente l’attribuzione del Premio Ratzinger a chi ha saputo custodire ciò che Benedetto XVI ha sempre considerato il cuore dell’arte: la possibilità di far risuonare, attraverso la bellezza, una scintilla della presenza di Dio”, ha aggiunto il pontefice.

Papa Leone ha voluto che la consegna del Premio e il concerto siano anche un’occasione di sensibilizzazione, di impegno e di solidarietà a proposito dell’emergenza educativa, con particolare attenzione all’inclusione scolastica. Nel mondo sono 60 milioni i bambini e i ragazzi che non sono inseriti in alcun percorso di scolarizzazione mentre 160 milioni di minori non accedono al ciclo secondario di istruzione.Il concerto è stato organizzato dalla Fondazione Pontificia “Gravissimum Educationis - Cultura per l’educazione”, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. Principale supporter del concerto è la “Galileo Foundation”.