Il viaggio di Leone XIV in Francia, dal 25 al 28 settembre, si avvicina tra grandi attese, un milione di pellegrini stimati nelle tre tappe previste (Parigi, Lourdes e Metz), e un retroscena che racconta le diverse sensibilità con cui Vaticano ed Eliseo hanno affrontato la preparazione della visita. Secondo un’inchiesta pubblicata da La Croix, storico quotidiano cattolico francese, infatti, non sempre Roma e Parigi hanno avuto la stessa idea di come dovesse essere organizzato il passaggio del Papa nella capitale francese.

Il nodo non è solo istituzionale e protocollare ma investe il significato stesso della visita: per l’Eliseo avrebbe dovuto assumere, soprattutto in alcuni aspetti del protocollo, anche i tratti di una visita di Stato; per il Vaticano resta innanzitutto un viaggio apostolico e pastorale. Una differenza di impostazione che sarebbe emersa soprattutto nella preparazione degli appuntamenti parigini e, in particolare, attorno alla visita a Notre-Dame.

Notre-Dame, il punto più delicato

Secondo quanto ricostruito da La Croix, Emmanuel Macron avrebbe chiesto di poter accompagnare per alcuni minuti Leone XIV all’interno di Notre-Dame per mostrargli i restauri, costati quasi 900 milioni di euro e finanziati anche dallo Stato, della Basilica, divorata dalle fiamme nel 2019 durante l’incendio che scosse non solo la Francia ma l’Europa e riaperta al culto l’8 dicembre 2024 alla presenza di numerosi leader internazionali invitati dal presidente francese. Il Vaticano avrebbe anche declinato la proposta di una cena di gala con Emmanuel Macron, preferendo che Leone XIV consumasse i pasti alla Nunziatura apostolica. Sarebbe stata inoltre respinta la proposta di conferire al Papa la grand-croix della Legion d’Onore, la massima onorificenza francese. Anche gli onori militari sarebbero stati ridotti al minimo: niente dispositivo cerimoniale nella sua forma più solenne, con la partecipazione della Garde républicaine e l’apparato musicale previsto per le grandi occasioni. Nel complesso, osserva La Croix, le scelte adottate dal Vaticano sembrano voler sottolineare la natura prettamente pastorale del viaggio apostolico del Papa evitando che l’accoglienza assumesse i tratti di una vera e propria visita di Stato. Notre-Dame è una tappa simbolica del programma. Leone XIV vi celebrerà i Vespri il pomeriggio del 25 settembre alla presenza di vescovi, sacerdoti, diaconi e persone consacrate. Il giorno successivo presiederà invece la grande Messa in Place de la Concorde e lungo gli Champs-Élysées. Il Papa arriverà a Orly la mattina del 25 settembre e sarà ricevuto all’Eliseo da Emmanuel Macron. Dopo il colloquio con il presidente, pronuncerà un discorso davanti alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Poi si recherà all’Unesco, prima di raggiungere la Basilica di Notre-Dame per i Vespri. In serata sarà allo Stade de France per la veglia con i giovani. Oltre a Parigi, il viaggio francese del Papa prevede altre due tappe: Lourdes e Metz.

La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stata riaperta al culto l'8 dicembre 2024 dopo il devastante incendio che l'aveva colpita nel 2019
La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stata riaperta al culto l'8 dicembre 2024 dopo il devastante incendio che l'aveva colpita nel 2019

La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stata riaperta al culto l'8 dicembre 2024 dopo il devastante incendio che l'aveva colpita nel 2019

(ANSA)

Ad aprile l’incontro tra Macron e Leone XIV,

Il retroscena raccontato da La Croix arriva peraltro dopo un incontro tra il Papa e il presidente francese. Il 10 aprile Macron è stato ricevuto da Leone XIV in Vaticano, in quella che è stata la prima udienza del pontificato tra i due. Secondo l’Eliseo, il colloquio aveva riguardato i principali dossier delle relazioni tra Francia e Santa Sede e le grandi questioni internazionali, con particolare attenzione alla pace, al dialogo e alla solidarietà tra i popoli.

Il viaggio di settembre nasce anche da quella relazione istituzionale. La Conferenza episcopale francese ha ricordato che l’invito a Leone XIV era stato sostenuto dallo stesso presidente della Repubblica durante l’incontro di aprile. Non è quindi corretto leggere le divergenze emerse nella preparazione come una contrapposizione generale tra il Pontefice e Macron. Piuttosto, l’episodio di Notre-Dame mostra quanto sia complesso, nella Francia della laicità repubblicana, l’equilibrio tra la dimensione istituzionale di una visita papale e la sua natura propriamente religiosa.

La Francia attende Leone XIV

La tappa parigina di Leone XIV sarà la prima visita apostolica formale nella capitale dopo quella di Benedetto XVI del 2008. Papa Francesco era stato in Francia tre volte – a Strasburgo nel 2014, a Marsiglia nel 2023 e in Corsica nel 2024 – ma non aveva compiuto una visita a Parigi. Per la Chiesa francese, dunque, l’appuntamento ha un significato che va ben oltre il protocollo. In una recente intervista a Vatican News l’arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, il cardinale Jean-Marc Aveline ha spiegato che Leone XIV viene anche per ascoltare una Chiesa attraversata da trasformazioni profonde: da una parte la crescita dei catecumeni, dei giovani e dei pellegrinaggi; dall’altra le ferite ancora aperte dopo la crisi degli abusi e le difficoltà delle comunità rurali. «Viene quindi ad ascoltarci, incoraggiarci, darci anche una rotta», ha spiegato il cardinale. Ed è probabilmente proprio qui che si trova il significato più profondo del viaggio. Mentre il protocollo franco-vaticano continua a definire ogni dettaglio della visita, Leone XIV arriverà in Francia con un’agenda che mette insieme istituzioni e Chiesa, Europa e pace, giovani e migranti, Lourdes e Notre-Dame.