Con la nomina di Suor Alessandra Smerilli a Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Papa Leone XIV porta a tre le donne ai vertici della Curia romana confermando, dunque, la linea tracciata da Papa Francesco. L'annuncio, arrivato martedì 30 giugno 2026, è un segnale forte che il cammino di inclusione e valorizzazione del ruolo femminile nella Chiesa è destinato a proseguire.
La strada era stata aperta da Papa Francesco con la nomina, nel gennaio del 2025, di suor Simona Brambilla a capo del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata. Bergoglio aveva così a infranto una tradizione secolare, affidando per la prima volta la guida di un Dicastero a una donna. Un gesto rivoluzionario, reso possibile dalla riforma della Curia con la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium (2022), che aveva aperto la porta ai laici, uomini e donne, per guidare i dicasteri.
Il primo marzo del 2025, inoltre, papa Francesco aveva anche nominato suor Raffella Petrini a presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
Leone XIV ha raccolto la sua eredità e, oltre ad aver annunciato che il prossimo primo novembre sarà una donna, Montserrat Alvarado, a sostituire Paolo Ruffini - che andrà in pensione per limiti di età – a capo del Dicastero per la Comunicazione, ha promosso suor Smerilli – che era già Segretario del Dicastero dal 2021 – a prefetto. Ha compiuto così un ulteriore passo, dimostrando che l'inserimento delle donne ai vertici non è un'eccezione, ma una nuova prassi.
Leone XIV ha adottato la stessa formula istituzionale già utilizzata da Francesco (che aveva affiancato a suor Brambilla come pro-prefetto Ángel Fernández Artime) nominando, al contempo pro-Prefetto del dicastero il cardinale Fabio Baggio. Per alcune funzioni, infatti, è necessaria la cosiddetta “potestas” che è proprio solo del ministero ordinato.
La scelta di suor Smerilli non è casuale. Salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice, 51 anni, è un'economista di chiara fama, docente all'Auxilium di Milano. Il suo impegno sui temi della giustizia sociale, dell'economia civile e dell'inclusione la rendono la figura ideale per guidare un Dicastero che si occupa di migrazioni, ambiente, giustizia e pace. Nel 2021 era già stata nominata Segretario del Dicastero e aveva coordinato la task force economica della Commissione vaticana per il Covid-19.
Leone XIV non aveva fatto mistero delle sue intenzioni. Nel libro intervista alla giornalista Elise Ann Allen, aveva dichiarato: «Spero di continuare sulle orme di Francesco anche nella nomina di donne a ruoli di leadership a diversi livelli nella vita della Chiesa».
In questo senso, dunque, la nomina di Suor Smerilli è molto più di un semplice cambio ai vertici di un Dicastero. È la conferma che l'impulso dato da Papa Francesco alla presenza femminile nei ruoli decisionali della Chiesa è diventato un elemento strutturale del pontificato di Leone XIV. È la prova che la Chiesa prosegue nel suo cammino di rinnovamento, riconoscendo il ruolo fondamentale delle donne non solo come collaboratrici, ma come guide e decisori. La terza donna prefetto non è un caso isolato, ma un tassello di un disegno più ampio di continuità e di crescita.