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Nella serata italiana di ieri è andato in scena uno degli appuntamenti più attesi dei sedicesimi di finale dei Mondiali di calcio che si stanno disputando tra Messico, USA e Canada: Brasile-Giappone. I nipponici arrivavano a questa partita carichi di entusiasmo: la selezione giapponese infatti dà la sensazione di migliorare ogni torneo disputato, un percorso reso possibile da un lavoro svolto con cura sopraffina dalla politica e dalle istituzioni. Basti pensare che la prima qualificazione degli asiatici risale al 1997, quando ottennero il pass per Francia '98 con una leggendaria qualificazione raggiunta al golden gol contro l'Iran. Oggi, neanche trent'anni dopo, sono stati in grado di realizzare imprese incredibili, come il primato nel girone E dei Mondiali del 2022, arrivato dopo un abbinamento di ferro con Spagna e Germania, dove nonostante i giapponesi partissero come terza forza, riuscirono ad eliminare la ben più quotata Germania.
Tutte queste vittorie hanno portato a un movimento sempre più in rampa di lancio, pronto ad affrontare la nazionale simbolo di questa competizione, il Brasile. Ma questa partita è presente nelle menti dei giapponesi da decenni, esattamente da quando le due nazionali si sono sfidate nella finale che conclude l'anime di Captain Tsubasa, più conosciuto in Italia come Holly e Benji. Un fumetto che ha fatto la storia e ha appassionato milioni di ragazzi in tutto il mondo, crescendo un'intera generazione.
La coincidenza ha creato una fiumana di post social che, tra meme, spezzoni del cartone animato e parodie, ha accompagnato le ore precedenti al sedicesimo di finale, facendo crescere l'hype intorno ai ragazzi allenati da Hajime Moriyasu, a cui si chiedeva un'impresa titanica degna di Oliver Hutton.
Se nella versione animata la sfida si era sbloccata solo nella ripresa, dopo un primo tempo bloccato sullo 0-0 grazie alle parate di Benji Price, ieri invece il copione si è ribaltato fin da subito. Un Brasile che nel primo tempo non è stato capace di creare veri pericoli dalle parti del portiere nipponico Suzuki, ha subito al 29' il gol del centrocampista Sano, che ha fatto impazzire i tifosi giapponesi presenti sugli spalti dell'NRG Stadium di Houston.
Nel cartone, dopo lo sblocco firmato dal Brasile con Santana, è il capitano Oliver Hutton a riportare in parità il Giappone, assistito da un Tom Becker rientrato in campo nonostante l'infortunio. Ieri invece si è dovuto attendere il secondo tempo per vedere la reazione degli uomini di Carlo Ancelotti, che hanno pareggiato i conti al minuto 56 con il gol di testa di Casemiro.


Nella finale animata, dopo il pareggio di Oliver Hutton, il Giappone riuscì addirittura a passare in vantaggio con il gol di Mark Lenders, prima che il Brasile trovasse il 2-2 nel recupero con una rovesciata di Natureza, entrato dalla panchina, portando la sfida ai tempi supplementari: lì fu lo stesso Oliver Hutton, con un'altra rovesciata, a fissare il punteggio sul definitivo 3-2 per il Giappone.
Anche ieri la partita è stata ribaltata, ma con un epilogo diverso rispetto al cartone: quando ogni indizio portava a pensare che il match si prolungasse oltre i 90 minuti canonici, Martinelli, attaccante brasiliano dell'Arsenal, ha deciso la sfida con un gol al 90+6', servito da un'iniziativa di Bruno Guimarães. Una beffa per il Giappone, che esce battuto 2-1, ma con la consapevolezza di avere alle spalle un movimento che si sta avvicinando, episodio dopo episodio, a quello immaginato dal creatore di Holly e Benji.










