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Il Ministero della Salute ha appena fatto sapere (in ritardo) i numeri sull’interruzione volontaria di gravidanza nel 2023 in Italia. Sono oltre 65 mila, pari agli abitanti di Avellino o Crotone. Bambini nel grembo materno a cui è stato impedito di venire alla luce. Non è questa nella civile Italia una “strage” circondata da un’aura di silenzio e protezione, perché la legge la permette e, anzi, la finanzia col denaro dei cittadini?
gabriele
Sì, una strage silenziosa. E, se i numeri diminuiscono, è anche perché molti aborti avvengono nel silenzio per effetto delle varie pillole “del giorno dopo”. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che ogni vita umana fin dal concepimento possiede una dignità inviolabile che ogni aborto vìola in modo irreparabile. I numeri delle Ivg interrogano profondamente la nostra coscienza e quella del Paese: non per condannare le persone, ma per riconoscere una profonda (e sempre più profonda) ferita sociale per i tanti bambini mai nati.
Di qui il nostro impegno per sostenere la maternità (come dovrebbe fare la stessa legge 194), rimuovere le cause che portano le donne ad abortire e promuovere una cultura della vita nel rispetto della verità e della carità.
Una via di speranza è sempre possibile. Nella storia di Filippo Maria Boscia si intrecciano fragilità, apertura alla vita e una grande generosità












