Caro don Stefano, voglio felicitarmi per l’uscita del libro del Cardinale Angelo Comastri “L’urgenza della Buona notizia”, sul bisogno e sull’urgenza di rievangelizzare i battezzati! Vorrei esprimere, però, il mio rammarico perché tanti parroci non incoraggiano le persone all’ascolto delle catechesi per adulti del Cammino neocatecumenale, che sono proprio l’annuncio della Buona Notizia, che tanti frutti ha portato in questi anni! Il Cammino, tanto incoraggiato dai nostri santi Pontefici, è l’attuazione del Concilio Vaticano II, portato nella pratica delle nostre parrocchie. Portare la Sacra Scrittura nelle nostre vite,vederla attuarsi,è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Nella no- stra parrocchia l’esperienza del Cammi- no è iniziata nel 1980 per merito dell’allora parroco don Dario Barbaresi, che diceva sempre che quel percorso aveva rafforzato la sua vocazione. Quindi parliamo per esperienza diretta... LUCIA

Cara Lucia, il libro che citi tu, scritto dal cardinal Comastri, apprezzatissimo scrittore di testi di spiritualità, fa parte di una serie di otto volumetti, usciti in allegato a FC dal n. 46/22 al n. 1/23. Il testo esprime tutto l’anelito di questo pastore di anime di rendere la Parola di Dio, l’unica salvifica, esperibile a tutti: confrontandosi con essa, leggendola con animo aperto, può avvenire quell’incontro decisivo con il Signore Gesù che cambia la vita. È, per esempio, l’esperienza di sant’Agostino. E così il Signore l’ha cambiata a tantissime persone che in questi quasi sessant’anni hanno incontrato in parrocchia l’esperienza del Movimento neocatecumenale, nato proprio negli anni del Concilio Vaticano II. Il Cammino, nel suo annuncio del kerigma, cioè della salvezza, viene incontro proprio a questa missione verso persone che, battezzate, non hanno poi coltivato la fede. Il Cammino forma comunità a partire dal primo annuncio fatto in parrocchia da catechisti preparati proprio a questo scopo. Le nuove comunità iniziano, di qui in avanti, un intenso percorso di fede, che le vede impegnate in varie attività formative, di preghiera e liturgiche, anche per molti anni. Occorre dire che il Cammino, proprio per questo, non è adatto a tutte le persone. Forse se tanti sacerdoti non lo introducono nelle loro parrocchie è perché non lo ritengono adatto alle persone che compongono la loro comunità. O, magari anche, perché ritengono che un’esperienza carismatica così particolare non aiuti il clima generale della loro parrocchia