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Sono amareggiata nell’apprendere che in Emilia Romagna qualcuno abbia anche solo pensato di cancellare il nome di Gesù nelle canzoni di Natale per “rispetto delle altre religioni”. E aggiungo: l’albero di Natale è bello, ma il presepe lo è ancor di più. Ricordo l’entusiasmo di noi bambini nel raccogliere il muschio, fare le stradine con i sassolini, prendere i gusci delle lumache, un po’ di olio, un pezzetto di corda come stoppino e... voilà il presepe era illuminato. E non mancava mai un piattino in cui ogni ospite metteva una monetina, il cui ricavato andava alle persone povere.
Daria F. Cavicchioli
La decisione del direttore di una scuola primaria di Reggio Emilia ha provocato le immancabili polemiche politiche. Non è eliminando Gesù che si impara a rispettarsi a vicenda tra persone di religioni diverse. I musulmani, oltretutto, stimano più i cristiani espliciti di chi si vergogna o si professa ateo. E concordo con te: costruire insieme il presepe in famiglia educa alla contemplazione. I miei genitori, addirittura, la notte di Natale facevano preparare a noi bambini un piatto con della farina da mettere sotto l’albero per l’asinello di Gesù, che la notte ci avrebbe portato i regali. Scoprire la mattina presto che quella farina era stata in buona parte “mangiata” ci faceva percepire che quei doni erano proprio suoi. Piccole tradizioni che preparano, da adulti, al grande Dono: quello della fede. Un vero peccato perderle.





