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Il robot umanoide "Rmeca" è raffigurato all'AI for Good Global Summit, a Ginevra, Svizzera, il 6 luglio 2023. REUTERS/Pierre Albouy
Erich Fromm, il grande sociologo e psicologo freudiano tedesco, in tempi in cui l’Intelligenza artificiale non era ancora nata, fece questa affermazione più che mai attuale: «Nel passato, il pericolo era che gli uomini diventassero schiavi; il pericolo del futuro è che diventino robot». Oggi più che mai dipendiamo dalla tecnologia, che in certi casi ci aiuta a vivere meglio, ma se usata con buon senso.
Enzo - Varese
L’intuizione di Erich Fromm ha colto con grande anticipo i rischi e le opportunità che oggi offre questa risorsa recente e ai suoi tempi davvero inimmaginabile. Da un lato può migliorare e facilitare lavoro, cura, conoscenza e qualità della vita; dall’altro, se usata indiscriminatamente, rischia di atrofizzare pensiero critico, libertà e responsabilità personale, che non possono mai essere delegate a una macchina. Il vero pericolo non è però la macchina in sé, ma l’uomo che rinuncia a decidere. Tutto dipende da noi. La sfida è governare l’IA con etica e umanità, perché resti alleata e non diventi, invece, padrona delle nostre vite.




