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San Giuseppe con Gesù Bambino in braccio, Guido Reni
Perché la festa di san Francesco del 4 ottobre è stata approvata in poche settimane dal Parlamento e introdotta come festa nazionale in Italia, mentre per quella di san Giuseppe in 30 anni no? Quella del Poverello non faceva parte delle festività abolite, ma il finanziamento è stato garantito. Eppure le festività abolite (san Giuseppe, Corpus Domini, Ascensione e i SS. Pietro e Paolo) avrebbero, come feste di precetto, un rango liturgico superiore.
Paul Berger - Bolzano
Il 4 ottobre è diventato festività nazionale dal 2026 con un iter rapido (10 mesi) e relativa copertura finanziaria. La scelta è stata motivata dal particolare legame di san Francesco, patrono d’Italia, con l’identità del Paese e con valori quali pace, fraternità, solidarietà e cura del Creato. San Giuseppe, invece, attende da oltre vent’anni: varie proposte non sono mai arrivate al traguardo. È vero che il 19 marzo era tra le festività soppresse nel 1977, insieme alle altre tre che citi (nessuna di esse, però, è di precetto salvo per il fatto che due sono state portate alla domenica successiva). È altrettanto vero, poi, che tutte e quattro sono solennità liturgiche, mentre san Francesco ha il rango di festa, quindi inferiore. Ma questo a livello civile (cioè per averla fatta diventare festività nazionale) non rileva.






