Custodi della Vita fino alla Risurrezione

L'Assunzione di Maria al Cielo in anima e corpo, riconosciuta come dogma con l’enciclica Munificentissimus Deus del 1° novembre 1950, già acclamata come verità di fede nella devozione popolare, è la più grande festività della Chiesa dedicata alla Madre del Figlio di Dio, con liturgia vigiliare propria, e fa memoria del suo dies natalis, profezia e certezza della Pasqua che, in Gesù risorto e asceso al cielo, attende ciascuno di noi (II lettura della Veglia, 1Corinzi 15). Il 15 agosto le Chiese orientali celebrano la Dormizione della Vergine, mettendo in luce come su di lei, in forza della salvezza operata dal Cristo, la morte non abbia avuto potere: Maria «non è morta, si è addormentata» (cfr. Marco 5,39), come nella fede si addormentano, per risorgere, tutti i fedeli nel suo Figlio; Ella, già risorta, viva con il suo corpo che aveva concepito, gestato e custodito Dio, insieme al «Cristo, che è la primizia» (II lettura del giorno, 1Corinzi 15), nella gloria del Padre, è la più grande di tutti i discepoli del Signore, non per suo merito, ma per una predilezione speciale dell’Altissimo, che fa di lei la figlia amata, pensata fin dal principio quale Madre della «stirpe» vincitrice del serpente (cfr. Genesi 3,15), preservata fin dal concepimento da ogni macchia di peccato, posta in tutta la Scrittura come baluardo della fede e della vita: è lei «l’Arca del Signore, collocata al centro della tenda eretta da Davide» (I lettura della Veglia, 1Cronache 15-16), che «era in Efrata» (Salmo 131, Responsorio della Veglia), cioè in Betlemme, luogo dell’Incarnazione; nella pienezza della Rivelazione «nel santuario di Dio nel cielo appare l’Arca dell’Alleanza», «una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle, incinta e nelle doglie del parto» (I lettura del giorno, Apocalisse 11-12): è Maria, isha nuova, «la Regina in ori» che per sempre «siede alla destra» del Re, il Cristo risorto (Salmo 44, Responsorio della Veglia), Adam nuovo, e insieme a Lui «domina» sulla creazione, come promesso in Eden all’adam maschio e femmina (cfr. Genesi 1,28); non a caso il 22 agosto, l’ottava dell’Assunta, la Chiesa celebra la pienezza e il compimento dell’Assunzione, la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Regina (V mistero della Gloria del Rosario), «chiamata beata da tute le generazioni» (Magnificat, Vangelo del giorno, Luca 1,39-56). La grandezza di Maria è la docilità alla Parola, che la rende madre del Salvatore (Vangelo della Veglia, Luca 11,27-28); la sua «umiltà», «guardata» e dunque benedetta dall’Onnipotente, apre una strada nuova e fa spazio alla pienezza del Mistero: il nostro Dio fatto carne in lei, compimento delle Promesse pronunciate su «Abramo e la sua discendenza», certezza della fede di quanti, lungo tutta la storia della Salvezza, attendono e sperano in Colui nel quale «sussulta di gioia» ogni glio, come il Battista nel giorno della Visitazione. Contro il miracolo della Vita, dono ineffabile affidato dal principio in modo speciale alla isha, donna e madre, alleata di Dio e capace di custodire i suoi figli dal nemico che vuole farli morire, si avventa in ogni tempo, da Genesi ad Apocalisse, il drago, il serpente antico, «per divorare il bambino appena nato»: a noi, rinati dall’acqua del Battesimo, Maria consegna la sua stessa missione di cura, di custodia e di amore, la sua testimonianza, l’esempio luminoso della sua sequela, fino alla Croce e alla Gloria. Buona Festa!