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Alessia con il giocatore del Palermo Jacopo Segre in occasione di Palermo-Spezia il 18 gennaio 2025.
Murales, eventi di solidarietà, aste di beneficenza e l’intitolazione di un parco di Palermo terranno vivo il ricordo di “Alessia la guerriera, principessa degli ultrà”. Dopo una lunga malattia, Alessia La Rosa (beniamina dei palermitani e di molte squadre) è morta ad appena 8 anni, in un’insolitamente fredda notte di metà maggio, alimentando un’infinita scia di emozione, solidarietà e fratellanza, anche tra tifoserie rivali. In uno stadio “Renzo Barbera” stracolmo per la camera ardente, c’era già chi immaginava: «Alessia ora tiferà in Curva Paradiso con Joshua e Marta. Tre piccoli angeli rosanero veglieranno da lassù sulla loro amata Palermo». Joshua Lo Gelfo era l’amico del cuore di Alessia, un ultrà della Curva Nord, conosciuto nell’Ospedale dei Bambini e morto, all’età di 13 anni, il 4 settembre del 2025. Marta Episcopo (morta prematuramente all’età di 10 anni il 20 novembre del 2020) era, invece, una fedelissima della Curva Sud, dove tuttora milita il padre Luca, nelle file degli UCS. Quando Marta concludeva la sua esistenza terrena a causa di un improvviso malore durante l’ora di Educazione Fisica in una scuola di Palermo, Alessia iniziava il suo calvario a causa del “rabdomiosarcoma”, il terzo tumore più diffuso tra i bambini. Eppure, nonostante la grave malattia, gli encomiabili genitori Giacomo La Rosa e Maria Concetta Damaso, con gli altri figli, hanno cercato in tutti i modi di fare condurre ad Alessia una vita normale, tra danza, pattinaggio, stadio e chiesa. A instillarle la passione per il calcio, per il Palermo e per gli ultrà sono stati Joshua (del gruppo “Minorenni rosanero” della Curva Nord) e Giuseppe Di Michele (maestro di danza, artista ed esponente del gruppo “Curva Nord 12”). Tra una seduta di chemioterapia e un ricovero, Joshua insegnava ad Alessia i cori degli ultrà e le parlava di coreografie e trasferte. Affascinata da un mondo nuovo, Alessia si è convinta ad entrare per la prima volta in uno stadio, nella seconda metà di agosto del 2024. Quando il suo amico Joshua è morto, Alessia ha preso il suo posto in Curva Nord, come se fosse un passaggio di testimone: è diventata la beniamina di tutti i gruppi ultrà di Palermo, di entrambe le curve. «Joshua è qua e canta per gli ultrà», intonava Alessia dal megafono della Curva Nord, coinvolgendo migliaia di persone. Il legame con il calcio si è rafforzato ulteriormente con il suo maestro di danza, Giuseppe Di Michele, uno degli ideatori del graditissimo regalo di un viaggio a Disneyland per Alessia e la sua famiglia: l’ultimo viaggio di Alessia, offerto da tutti i gruppi ultrà della sua amata Curva Nord. Purtroppo, invece, Alessia non ha potuto accettare il regalo della tifoseria organizzata veneziana, che voleva donare ad Alessia e ai familiari la trasferta per la partita dell’8 maggio, negli ultimi giorni di vita della “principessa degli ultrà” (omaggiata negli ultimi mesi da striscioni di incoraggiamento in tutta Italia: dalla “rivale” Catania a Poggibonsi, da Taranto a Trani, da Roma a Torre Annunziata, da Avellino a Modena, da Caserta a Salerno, da Genova a Messina, da Cesena a Castellammare di Stabia, da Trapani a Marsala, da Empoli a Pisa, da Bologna ad Acireale, fino a tante altre tifoserie). Nella sera di Pasqua, in occasione di Palermo-Avellino, Alessia La Rosa è entrata per l’ultima volta nel campo dello stadio Renzo Barbera, con il suo idolo Jacopo Segre, centrocampista rosanero: Alessia indossava la maglia degli ospiti irpini e prima dell’inizio della partita è andata nella sua Curva Nord, accolta da un’ovazione. Nelle settimane precedenti, oltre alla maglia dell’Empoli e di altre squadre, Alessia aveva indossato la maglia della Juve Stabia, portando in campo l’uovo della ricerca dell’AIRC, promosso per sostenere le cure sul cancro. Il suo esordio in campo con i giocatori? In occasione di Palermo-Spezia, quando proprio Segre ha segnato un gol da Guinnes dei primati, nei primi secondi della partita. In quell’occasione, gli ultrà della Curva Nord 12 esponevano lo striscione “Alessia, la Nord è con te”, gli ultrà della Curva Nord Inferiore rispondevano con lo stendardo “Piccola Alessia, non mollare”, mentre all’esterno dello stadio, gli Ultras Curva Sud esponevano lo striscione “Alessia orgoglio della città intera! Non mollare piccola guerriera”. Durante i funerali in Cattedrale, tutta la zona si è trasformata in uno stadio, con l’affetto della città, tra giocatori, dirigenti del Palermo, studenti, confraternite, tifosi, cori, fumogeni, bandiere e stendardi dei gruppi organizzati. C’erano anche delegazioni di altre tifoserie (ad esempio messinesi e catanesi). Applausi scroscianti per l’omelia di don Vincenzo Talluto: “Ciao Alessia, sei in Cristo. Apri il nostro cuore a un amore che non finisce”. Per trasformare il dolore collettivo in solidarietà, la società del Palermo Football Club ha indossato, in occasione della semifinale Play Off contro il Catanzaro, una maglia commemorativa di Alessia, annunciando che «le maglie indossate dai calciatori saranno messe all’asta. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza ad “ASLTI ODV - Liberi di crescere, Associazione Siciliana Leucemie e Tumori Infantili”, che ha sostenuto Alessia e la sua famiglia durante il percorso della malattia e che da anni aiuta centinaia di “Alessie” e le loro famiglie in condizioni analoghe».




