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Antonio Faggioni il giorno dell'elezione a sindaco dei ragazzi e delle ragazze
«Quando un uomo viene insultato, picchiato, ucciso per il colore della sua pelle non basta parlare di tragedia bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome». Davanti al consiglio comunale della città di Taranto, il sindaco dei ragazzi e delle ragazze Antonio Faggioni, studente del liceo Aristosseno, ha letto una lettera in memoria di Bakari Sacko, il bracciante maliano 35enne ucciso all’alba del 9 maggio nella città vecchia, aggredito a calci e pugni da un gruppo di giovani. Tutti i consiglieri hanno esposto un cartello con la scritta "Noi Bakari Sako, Taranto dice no alla violenza" in segno di solidarietà.
«Bakari Sacko non era un titolo di giornale, non era un extracomunitario era una persona, aveva una storia, una dignità e un futuro che gli è stato strappato via con una violenza che dovrebbe far vergognare tutti noi» ha proseguito in un discorso superbo di educazione civica. «Allora oggi da sindaco degli studenti sento il dovere di dire una cosa con chiarezza: il silenzio non è neutralità. Ogni battuta razzista lasciata passare, ogni insulto normalizzato, ogni oggetto violento minimizzato, costruisce il terreno su cui nascono tragedie come questa».
Per poi provocare la città con un appello: «Taranto deve scegliere cose diventare. Una città che è si abitua all'odio oppure una città che reagisce. Una città che gira lo sguardo dall'altra parte, oppure una città che difende chi è più fragile. La memoria di Bakari Sacko non può ridursi a qualche giorno di indignazione, deve diventare responsabilità nelle scuole, nei quartieri, nella politica, nelle parole che usiamo ogni giorno, perché il razzismo non parte con il coltello. Comincia quando smettiamo di vedere un essere umano davanti a noi e allora, nel modo migliore per ricordare Bakari non è soltanto un piangere la sua morte, è impedire che accade di nuovo».
Infine, Antonio ha concluso: «A nome degli studenti e delle studentesse, dico con forza che noi non accetteremo mai una società costruita sull’odio. Noi scegliamo l'umanità, noi scegliamo di restare umani, anche quando gli altri hanno smesso di esserlo. Che Bakari Sacko riposi in pace e che questa città abbia finalmente la forza di diventare memoria, giustizia e cambiamento».
Grazie Antonio, grazie ragazzi e ragazze. Ci insegnate che un futuro diverso e migliore è possibile, cammina con le vostre gambe, prende la forma dei vostri sogni e del vostro coraggio.







