La celebre chef Nadia Santini si è spenta a 73 anni dopo una lunga malattia. Partendo da una trattoria di campagna e da un apprendistato domestico, ha raggiunto il vertice della cucina internazionale senza allontanarsi dal luogo in cui tutto era cominciato. Il Dal pescatore, prima ancora di diventare un indirizzo conosciuto nel mondo, è rimasto grazie a lei una casa di famiglia. Aveva imparato a cucinare in famiglia, senza frequentare scuole professionali né fare stage nei grandi ristoranti. Il suo apprendistato era cominciato accanto alla suocera Bruna, nella trattoria di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano, dove era arrivata dopo aver conosciuto Antonio Santini, l'uomo che sarebbe diventato suo marito. Da quella trattoria è nata la fortuna della sua cucina.

Nata il 19 luglio 1954 a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, Nadia Cavaliere aveva inizialmente un percorso lontano da quello delle grandi cucine. Il matrimonio con Antonio la portò a entrare nella storia del ristorante di famiglia. Non fu un passaggio immediato verso l'alta gastronomia: il suo lavoro si costruì giorno dopo giorno, attraverso l'esperienza, l'osservazione e una conoscenza sempre più precisa degli ingredienti e delle preparazioni. La sua cucina rimase legata alla tradizione mantovana e ai prodotti del territorio, ma seppe trovare una propria identità, riconoscibile anche fuori dall'Italia.

La svolta arrivò attraverso i riconoscimenti della Guida Michelin. Il Dal Pescatore conquistò la prima stella nel 1982, la seconda nel 1988 e la terza nel 1996. Da allora ha mantenuto ininterrottamente il massimo riconoscimento, diventando uno dei ristoranti italiani con la più lunga permanenza al vertice della guida. Nadia Santini fu la prima donna italiana a ottenere le tre stelle, un risultato che segnò anche la storia della presenza femminile ai massimi livelli della ristorazione.

Nadia Santini con suo marito Antonio, in un'immagoine d'archivio, al lavoro nel loro ristorante sulla riva dell'Oglio a 35 km da Mantova.
Nadia Santini con suo marito Antonio, in un'immagoine d'archivio, al lavoro nel loro ristorante sulla riva dell'Oglio a 35 km da Mantova.
Nadia Santini con suo marito Antonio, in un'immagine d'archivio, al lavoro nel loro ristorante sulla riva dell'Oglio a 35 km da Mantova. (ANSA)

Nel 2013 arrivò anche un altro riconoscimento internazionale: il premio World's Best Female Chef, assegnato nell'ambito dei The World's 50 Best Restaurants.

La sua idea di cucina, che amava definire “umanistica”, non si esauriva nella tecnica o nella ricerca del piatto perfetto. Al centro c'erano l'attenzione per chi sedeva a tavola, la cura delle materie prime e il rispetto della tradizione. I tortelli di zucca, come le altre preparazioni del repertorio del ristorante, raccontavano questo legame con il territorio.

La sua è stata anche una storia di impresa familiare. Accanto al marito Antonio, ha contribuito a far crescere il ristorante senza separarne il successo dalle proprie radici. I figli Giovanni e Alberto hanno seguito la stessa strada, entrando entrambi nell'attività: il primo in cucina, il secondo in sala. Una continuità che ha permesso al Dal Pescatore di restare una realtà familiare anche dopo aver raggiunto una dimensione internazionale.