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Una famiglia di sfollati a Beirut, Libano
I numeri si rincorrono e non è facile dare dati certi. Quel che è sicuro è che nella guerra in Medio Oriente stanno morendo troppi bambini. Nei primi dieci giorni dall’inizio dell’escalation, lo scorso 28 febbraio, in Medio Oriente sono stati uccisi 300 bambini, con la media drammatica di più di uno ogni ora. A denunciare la strage è Save the Children: «È devastante che i raid aerei in Libano abbiano causato la morte di 83 bambini e il ferimento di altri 254, tra i quasi 300 bambini uccisi nella regione. Non si tratta solo di numeri: si tratta di giovani vite stroncate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra. I raid aerei e gli ordini di sfollamento forzato stanno costringendo le famiglie a fuggire in massa. Oltre 700.000 persone (tra cui più di 200.000 minori, ndr) sarebbero state sfollate in Libano, privando i bambini di quasi tutto ciò che li tiene al sicuro: le loro case, le loro scuole, le loro comunità e le routine che portano stabilità alle loro vite. Molti hanno già vissuto anni di instabilità e sfollamento, e questa escalation sta aggravando il trauma che portano con sé», ha dichiarato Nora Ingdal, Direttrice di Save the Children in Libano. «Ogni guerra è una guerra contro i bambini, e ancora una volta li vediamo pagare il prezzo più alto per un conflitto che non hanno né iniziato né in cui hanno avuto voce in capitolo. Le guerre hanno delle leggi e i bambini devono essere off-limits in ogni conflitto».
Anche Unicef denuncia le innumerevoli violenze contro i bambini, che la guerra porta con sè. Secondo le ultime notizie, dal 2 marzo la guerra in Medio Oriente sta infatti provocando ogni giorno la morte di 10 bambini e il ferimento di 36. «Le diffuse interruzioni dell'istruzione hanno lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola in tutta la regione, mentre centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti incessanti. Le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza dei bambini, sono state attaccate, danneggiate o distrutte dalle parti in conflitto. Nulla giustifica l'uccisione e la mutilazione dei bambini, né la distruzione e l'interruzione dei servizi essenziali da cui dipendono».








