Da un’esperienza di guarigione e di rinascita all’impegno perché altri malati possano ricevere il suo stesso dono. Alberto Torresan se è qui a raccontare la sua storia è perché una donna a lui sconosciuta ha fatto una scelta di generosità: malato di mieloma multiplo è guarito grazie alla donazione di cellule staminali emopoietiche. Ora la sua storia è diventata un libro La mia partita continua (Alba Edizioni) scritto a quattro mani con Alberta Bellussi, vicepresidente di Adoces Treviso ODV (Associazione per la donazione delle cellule staminali emopoietiche) , che sarà presentato il martedì 24 febbraio a “Casa Sanremo Writers 2026”, il salotto culturale del celebre evento canoro.

Alberto Torresan, appassionato di calcio e giocatore, nel 2019 si ammala di mieloma multiplo, un tumore che colpisce le cellule del sistema immunitario provocandone la moltiplicazione abnorme e incontrollata. La diagnosi, però, non lo spaventa: Alberto diventa uno strenuo avversario per la sua patologia, mantenendo un atteggiamento positivo ma consapevole e razionale nell’affrontare quasi tre anni di terapie, fino a raggiungere la condizione di ricevere con il trapianto le cellule staminali di una donatrice sconosciuta, che gli ha consentito la guarigione. Durante le diverse lunghe degenze ha tenuto un diario giornaliero che lo ha aiutato a superare il difficile periodo che stava vivendo e che è poi diventato il libro. La mia partita continua è un intenso racconto di malattia e di rinascita dopo il trapianto, avvenuto con una donazione volontaria e anonima di cellule staminali emopoietiche, ma anche di determinazione e voglia di vincere.

Alberto Torresan

La storia scritta da Alberto ha due protagonisti: lui, il paziente, che vive sulla propria pelle le fasi della malattia e della guarigione e ne racconta ogni momento, e la sua donatrice, che, silenziosamente, con un immenso atto di altruismo, gli ha permesso di tornare alla vita.

Nel suo destino era scritto che avrebbe trovato una persona sconosciuta disposta a ridargli la vita. Così come doveva accadere che la sua storia diventasse un libro per far arrivare a quante più persone possibile la sua energia, assieme alla speranza offerta dai donatori volontari perché senza di loro non c’è trapianto né guarigione.

Un dono per tutti i pazienti, per trasmettere loro forza e motivazione, che si inserisce in un percorso di accompagnamento che la Federazione porta avanti da anni, anche con il podcast “Cellule, si raccontano”, che si rivolge anche ai pazienti offrendo loro informazione e sostegno attraverso la voce e le storie di chi ha affrontato un percorso simile e di chi affianca i malati durante la cura”.. Il libro nasce in collaborazione con la Federazione Italiana Adoces, della quale Alberto è ora volontario, e, per la sua valenza sociale, la presentazione ha ottenuto il patrocinio di Regione del Veneto, GITMO - Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo e Cellule staminali emopoietiche, di IBMDR – Registro Italiano dei donatori e dello IOV Istituto Oncologico Veneto.Se si legge con attenzione, infatti,

Il percorso di cura, di guarigione e infine di scrittura di “La mia partita continua” è stato accompagnato da una presenza solida e costante di Adoces molto impegnato a promuovere e sensibilizzare giovani e studenti alla donazione di cellule staminali emopoietiche, per incrementare i volontari iscritti al Registro e per garantire una “rinascita” a tutti i pazienti.

«La donazione di cellule staminali emopoietiche» spiega Alberto Bosi, Ematologo e presidente della Federazione Italiana Adoces «stabilisce una relazione vitale tra paziente e donatore: due storie, due vite ma anche due percorsi diversi, che meritano di essere incoraggiati e sostenuti».

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