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Che il futuro non sorrida particolarmente ai giovani in questo periodo storico è un fatto che i ragazzi si sentono ripetere da anni, e che rispecchia la realtà in cui viviamo oggi. Esistono però delle differenze tra come i Millennials e la Generazione Z percepiscono la loro vita quotidiana e il loro futuro. Lo studio condotto da Serenis insieme a Marketing Espresso ha coinvolto quasi 5000 intervistati da tutta la Penisola e ci permette di analizzare le differenze tra queste due generazioni.
Una delle due è più serena nel vivere la propria vita dell’altra: i Millennials. Il 60% di loro teme di non riuscire a costruire una vita soddisfacente, mentre la percentuale si impenna a quasi l’80% quando ad essere interrogati sono gli appartenenti alla Gen Z. Proprio questi ultimi sono molto più ansiosi rispetto ai Millennials (64,4% contro 45%) quando si tratta di futuro. Inoltre, i più piccoli si sentono “in ritardo” rispetto ai Millennials (39,9% contro 30,3%). Ma come si possono spiegare questi dati? Dallo studio emergono due motivazioni principali.
La prima è legata al tema della “trappola digitale”: quasi il doppio dei ragazzi della Gen Z fa doomscrolling di notizie negative trovate online -ovvero passa velocemente da una all’altra. Questo provoca un forte stato di stress e ansia. Questo meccanismo è subdolo, poiché coloro che vivono internet e i social network in questo modo rappresentano anche chi fatica maggiormente a staccarsi dal dispositivo.
La seconda motivazione è legata all’insicurezza economica. Più di un ventenne su due si dichiara insoddisfatto della propria situazione, mentre per i nativi del secolo scorso la percentuale scende a circa il 46%. Questi dati trovano una spiegazione semplice: a differenza dei più giovani, i Millennials godono di maggior stabilità lavorativa grazie a contratti a tempo indeterminato.


Le situazioni più critiche emergono al Sud, dove quasi il 60% della Gen Z si dichiara insoddisfatta dalla propria situazione economica. Ma il dato veramente allarmante è legato alla disillusione di una vita molto diversa da come l’avevano immaginata. Per quasi il 70% dei ragazzi la propria vita è peggiore di come la fantasticavano da bambini.
Un denominatore comune è legato alla salute mentale. Il numero di Millennials (68%) e Gen Z (66,4%) che hanno deciso di chiedere aiuto e intraprendere un percorso psicologico è praticamente pari.








