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La menopausa non comincia necessariamente quando scompare il ciclo e non si manifesta soltanto con le vampate. Eppure, per molte donne, questa fase della vita resta un territorio poco conosciuto, in cui sintomi, dubbi e timori si intrecciano con informazioni raccolte spesso in modo occasionale. Il risultato è che si rischia di arrivare impreparate a un cambiamento fisiologico che merita attenzione, ascolto e accompagnamento medico.
A fotografare il problema è anche uno studio condotto dall'University College London su 947 donne in perimenopausa: fino al 90% ha dichiarato di non aver mai ricevuto un'educazione sulla menopausa a scuola e oltre il 60% si è sentita poco informata. Molte hanno cercato risposte soltanto dopo la comparsa dei sintomi, rivolgendosi soprattutto ad amiche e siti internet.
Anche in Italia il quadro invita a riflettere. L'indagine «La menopausa nella vita delle donne», promossa da Fondazione Onda nel 2024, rileva che il 74% delle intervistate raccoglie informazioni attraverso amiche e familiari. Il confronto con ginecologi e medici di medicina generale è importante, ma non sempre rappresenta il primo passo.
«La menopausa è solo una data sul calendario», ricorda Cristina Tomasi, specialista in medicina interna e autrice di Una nuova te. (Vallardi). La transizione può iniziare anni prima dell'ultima mestruazione, con oscillazioni ormonali che si accompagnano, per esempio, a disturbi del sonno, irritabilità, cambiamenti del ciclo e difficoltà di concentrazione. Non tutte le donne presentano gli stessi sintomi, né con la stessa intensità. Per questo è importante non attribuire automaticamente ogni disturbo agli ormoni, ma parlarne con il medico, che potrà valutare le possibili cause.
Cristina Tomasi spiega che l'attenzione a questo passaggio non riguarda soltanto il benessere quotidiano. Dopo la menopausa cambiano anche aspetti della salute ossea e metabolica, rendendo utile verificare quali controlli e misure preventive siano indicati per la singola persona. Alimentazione equilibrata, attività fisica e cura del sonno sono alleati preziosi; quando i sintomi pesano sulla qualità della vita, si possono valutare trattamenti specifici.
Tra questi c'è la terapia ormonale sostitutiva, che non è adatta a tutte e richiede una valutazione individuale dei benefici e dei rischi. La decisione va presa con il medico, considerando storia clinica, sintomi e preferenze della donna.
La menopausa, dunque, non è una malattia da temere né una condizione da sopportare in silenzio. È una fase naturale che può essere affrontata meglio quando le informazioni sono affidabili e il dialogo con i professionisti sanitari comincia prima che il disagio diventi difficile da gestire.
Infine occorre sfatare, una volta per tutte, che la menopausa rappresenti il fischio finale della vita di una donna, la definitiva "fine dei giochi”. «È un mito culturale più che biologico – conclude Cristina Tomasi –. La menopausa non segna la fine ma una trasformazione: una stagione in cui il corpo cambia linguaggio ma non perde valore. Può portare maggiore consapevolezza, libertà, lucidità, energia riorientata. Non è la fine di qualcosa, è l’inizio di un capitolo diverso».






