Una suora, una clinica e il coraggio di dire no alla persecuzione. È la storia di suor Luigia Gazzola, religiosa italiana che per per aver salvato alcuni ebrei durante l’occupazione nazista è stata riconosciuta Giusta tra le Nazioni (un tributo per i non ebrei che, durante la Shoah hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare uno o persone dal genocidio nazista).

Suor Luigia nacque nel 1900 ad Altivole, in provincia di Treviso. Ancora giovane entrò nella congregazione delle Suore di Carità di Maria Bambina, scegliendo una vita dedicata all’assistenza e alla cura dei più fragili. Dopo gli anni di formazione religiosa, fu destinata a lavorare in ambito sanitario e negli anni della Seconda guerra mondiale divenne madre superiora della clinica Zucchi di Carate Brianza, in Lombardia. Proprio qui lo scorso 5 marzo, il giorno della sua nascita, una cerimonia ne ha ricordato il coraggio.

Tutto avvenne dopo l’8 settembre 1943: con l’occupazione tedesca dell’Italia settentrionale, la situazione per gli ebrei diventò drammatica. Arresti e deportazioni si moltiplicarono e molti cercarono rifugi sicuri per evitare la cattura. In quel clima di paura e repressione, suor Luigia decise di agire. La clinica che dirigeva divenne un luogo di protezione per alcune persone ebree in fuga.

Tra queste c’erano Lea Milla e la figlia Serena, rimaste sole dopo che il padre, lo zio e altri parenti erano stati deportati ad Auschwitz (da cui non fecero ritorno). Suor Luigia scelse di accoglierle nella struttura, pur sapendo che, se scoperte, avrebbe rischiato gravi conseguenze. Per evitare i controlli delle autorità fasciste e dei militari tedeschi, escogitò una soluzione ingegnosa: nascose le donne nel reparto psichiatrico della clinica, in stanze occupate da pazienti considerate difficili. Era un’area che i soldati preferivano non controllare a fondo, e proprio questo stratagemma permise di evitare sospetti.

Grazie alla discrezione delle suore e all’organizzazione interna della struttura, gli ebrei nascosti riuscirono a rimanere al sicuro fino alla fine della guerra. Suor Luigia non cercò mai riconoscimenti per quanto aveva fatto e per molti anni la sua storia rimase poco conosciuta.

Solo grazie alle testimonianze dei sopravvissuti e alle ricerche successive è emerso il ruolo fondamentale che la religiosa ebbe nel salvare quelle vite. Per questo motivo il memoriale della Shoah Yad Vashem, a Gerusalemme, le ha conferito il titolo di Giusta tra le Nazioni.

Suor Luigia Gazzola morì nel 1983. Il suo gesto, nato da una scelta di coscienza e da un profondo senso di umanità, resta oggi una testimonianza di solidarietà e coraggio in uno dei momenti più drammatici della storia europea.