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Una veduta della Marmolada, 6 aprile 2019. ANSA\GIAMPAOLO RIZZONELLI
Sulla Marmolada, arrivando a Pian dei Fiacconi, il tempo sembra essersi fermato a quando una valanga si staccò dal versante della montagna e cancellò in pochi istanti il rifugio Pian dei Fiacconi. Era il 14 dicembre del 2020, e, meno di due anni dopo, esattamente il 3 luglio del 2022 un enorme seracco crollò poco distante dal rifugio Capanna Ghiacciaio, provocando la morte di 11 persone. Il rifugio è chiuso da quel giorno, e la bonifica dell’area, a distanza di quattro anni esatti dal collasso del ghiacciaio, non è ancora ultimata.
Tra competenze da chiarire, proprietà da individuare e i tempi lunghi della burocrazia, i segni delle due tragedie restano sul terreno, ben visibili a chiunque percorra quei sentieri.
Nel frattempo la scienza ha fatto un passo avanti: un nuovo studio ha ricostruito nel dettaglio la dinamica del crollo del 2022, individuando nelle temperature anomale registrate quell'estate — fino a 10 gradi anche in quota — e nell'infiltrazione dell'acqua di fusione tra ghiaccio e roccia le cause che portarono il ghiacciaio a un punto di equilibrio critico, poi collassato.














