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venerdì 22 ottobre 2021
 
G7
 

Al G7 Johnson promette un miliardo di dosi di vaccini ai paesi poveri

11/06/2021  L'obiettivo ambizioso del premier britannico è "vincere la pandemia, ridurre al minimo il rischio di nuovi eventi simili e ricostruire società migliori dalle macerie di questa tragedia".

“Fornire 1 miliardo di dosi ai paesi in via di sviluppo per vaccinare tutte le persone nel mondo entro la fine del prossimo anno”, è questo l’ambizioso obiettivo che il primo ministro britannico propone ai suoi colleghi del G7 riuniti a Carbis Bay, in Cornovaglia, nella regione sud occidentale dell’Inghilterra. Un G7 finalmente in presenza, dopo tanti incontri virtuali a causa della pandemia.

Per Johnson i leader del G7 hanno un obiettivo condiviso: “quello di vincere la pandemia, ridurre al minimo il rischio di nuovi eventi simili e ricostruire società migliori dalle macerie di questa tragedia. Intorno al tavolo in Cornovaglia saranno presenti le maggiori e più avanzate economie del mondo, pronte a mobilitare le proprie capacità e competenze contro un nemico comune”.

“Non esiste prova più convincente e tragica del bisogno di cooperazione globale della pandemia che ha travolto il mondo e mietuto oltre 3,7 milioni di vittime”, aggiunge Johnson, che ha vissuto sulla sua pelle la pericolosità del coronavirus (primo leader politico mondiale ad ammalarsi, nell’aprile del 2020 fu ricoverato per una settimana al Thomas’ Hospital di Londra). 

“Il genio e la perseveranza dei nostri scienziati”, scrive Johnson, “ci hanno procurato vaccini sicuri ed efficaci contro il COVID-19. Ora il nostro compito più impellente è quello di usarli per proteggere l'umanità il più rapidamente possibile”.

Johnson rivendica il ruolo del Regno Unito nella fondazione di Covax, l’alleanza globale nata per fornire i vaccini ai Paesi in via di sviluppo. Finora sono state fornite 80 milioni di dosi. “Quasi tutte queste dosi”, ricorda Johnson,  “erano di Oxford-AstraZeneca, il vaccino sviluppato con il sostegno del governo britannico - impiegando competenze da ogni parte del Regno Unito - proprio perché fosse economico da somministrare, facile da conservare e in grado di proteggere il maggior numero di persone in tutto il mondo. Il Regno Unito ha stanziato 548 milioni di sterline per Covax, e donerà inoltre la maggior parte delle dosi in eccedenza dal programma di vaccinazione nazionale”.

Boris Johnson sottolinea l’importanza dei successi raggiunti nella lotta contro il COVID-19 (“i nostri scienziati hanno messo a punto dei vaccini contro il COVID-19 più velocemente di quanto non sia mai stato fatto.  Il Regno Unito e molti altri paesi stanno immunizzando i propri cittadini più rapidamente di quanto si ritenesse possibile”), ma pensa anche al rischio di future pandemie (“i nostri sforzi varrebbero ben poco se un altro virus letale dovesse emergere e scatenare una nuova catastrofe”).

Da qui l’idea di “potenziare le nostre capacità collettive di prevenire un'altra pandemia e prevedere dei meccanismi di allerta precoce per le minacce future, anche creando una rete di centri di sorveglianza - un Radar Globale per le Pandemie. Ai nostri scienziati sono bastati 300 giorni per decifrare l'enigma del COVID e produrre dei vaccini, ma dobbiamo essere in grado di rispondere ancora più rapidamente. Questo vertice del G7 servirà anche ad accelerare lo sviluppo di vaccini, terapie e test per qualsiasi nuovo virus, con l'obiettivo di passare da 300 a 100 giorni”.

Ai suoi colleghi del G7 Boris Johnson propone anche un impegno più vasto, per 

“trovare un risvolto positivo alla dura prova che stiamo affrontando. Dobbiamo ricostruire delle società migliori e porre le basi per una ripresa economica globale su fondamenta più ecologiche e più eque”.

Da questa premessa discendono una serie di proposte: “garantire la scolarizzazione di altre 40 milioni di ragazze entro il 2025. Chiederò al G7 e ai paesi ospiti di contribuire ulteriormente all'obiettivo della Global Partnership for Education per raccogliere 5 miliardi di dollari per le scuole nei paesi in via di sviluppo”; “dimezzare le emissioni di carbonio entro il 2030, al fine di limitare l'aumento delle temperature globali a 1,5 gradi”; “proteggere almeno il 30% delle terre e degli oceani entro il 2030”.

I leader mondiali arriveranno a Carbis Bay venerdì pomeriggio (Biden è già arrivato), sabato sarà una giornata di incontri plenari e bilaterali (Draghi vedrà Biden) conclusi con un barbecue in spiaggia. Domenica gli ultimi incontri, la conclusione del vertice e le conferenze stampa. Poi Biden si sposterà al Castello di Windsor per incontrare la Regina Elisabetta.

 
 
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