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domenica 05 febbraio 2023
 
l'ultimo saluto
 

Alberto Angela: «Papà mi ha insegnato a non aver paura della morte»

16/08/2022  Erano in tanti in fila al Campidoglio per l'ultimo saluto a Piero Angela, giornalista e divulgatore scientifico scomparso a Roma il 13 agosto. Le parole commosse dei figli: «Se ne è andato soddisfatto, come quando ci si alza dopo una cena con gli amici»

"Buon viaggio papà" aveva augurato il 13 agosto sui social Alberto Angela Piero, giornalista, divulgatore scientifico e intellettuale morto a 93 anni. Tre giorni dopo ha ripreso la parola commosso davanti al suo feretro in una camera ardente piena di persone in fila per l'ultimo saluto in Campidoglio a Roma. «Penso che le persone che amiamo non dovrebbero mai lasciarci. Però capita. Mio padre è riuscito sempre a unire pur mantenendo le sue opinioni. In questi giorni ci hanno sorpreso messaggi, articoli, pieni non di dolore ma di amore, un sentimento che rimane e che si trasforma in valore. E i valori sono eterni».

Un'eredità importante quella di Piero Angela: «L'ultima cosa che ha detto, il comunicato, con poche forze, l'abbiamo raccolta io e mia sorella e trascritta. Era come se parlasse agli amici, si è rivolto al suo pubblico, a chi lo ha amato» ha proseguito di fronte al feretro ricoperto da rosse rosse, e circondato da tante corone (anche della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio), e dai gonfaloni delle città di Roma e Torino (dove Angela è nato nel 1928), della Regione Piemonte e del comune di Montelupo Fiorentino (di cui il giornalista era cittadino onorario dal 2018).

Piero Angela (1928- 2022)
Piero Angela (1928- 2022)

Alberto che ha anche voluto ricordare l'aforisma di Leonardo da Vinci, tratto dal codice Trivulziano, che era diventato il motto degli ultimi anni del padre: “Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire”.

E ha proseguito: «Ci ha insegnato tante cose, con libri e trasmissioni, ma anche con l'esempio: negli ultimi giorni mi ha insegnato a non aver paura della morte. La sua serenità mi ha davvero colpito. Se ne è andato soddisfatto, come quando ci si alza dopo una cena con gli amici. Quando ha capito che era arrivata la fine ha concluso le trasmissioni e il disco jazz, discorso ai familiari e al pubblico, e poi se ne è andato» ha aggiunto, rivolgendosi alle tante persone presenti, tra cui oltre al sindaco Roberto Gualtieri e al governatore Nicola Zingaretti, anche la presidente della Rai Marinella Soldi e l'ad Rai Carlo Fuortes.  

«Sembrava riservato ma dentro aveva un fuoco» ha concluso. «Continuerà a vivere attraverso libri, trasmissioni e dischi e in tutti quei ragazzi che con sacrificio cercano l'eccellenza, nei ricercatori, nelle persone che cercano di unire, che cercano la bellezza della natura e di assaporare la vita. La sua è una eredità non fisica ma di atteggiamento nella vita. Ci ha detto di fare la nostra parte, e anche io ora cercherò di fare la mia». 

LA VITA DI PIERO ANGELA

Piero Angela, nato a Torino nel 1928, aveva iniziato la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico, divenendo poi inviato e conduttore del tg. La sua grande popolarità è legata ai suoi programmi di divulgazione scientifica, da Quark a Superquark per citare i più importanti, con i quali ha fondato per la televisione italiana una solida tradizione documentaristica. Piero Angela ha scritto anche diversi libri, sempre di carattere divulgativo: Nel cosmo alla ricerca della vita (1980); La macchina per pensare (1983); Oceani (1991); La sfida del secolo (2006); Perché dobbiamo fare più figli (con L. Pinna, 2008); A cosa serve la politica? (2011); Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo (con A. Barbero, 2012); Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma (2014); Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell'universo (2015); Gli occhi della Gioconda (2016). Nel 2017 ha pubblicato il libro autobiografico Il mio lungo viaggio. Nel 2004 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2021 del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 
 
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