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Si può perdonare proprio tutto?

24/09/2020  Quando il male pare vincente è possibile sperimentare il significato del perdono. La riflessione del teologo Gaetano Piccolo

Non serve fare nomi o indicare precisi eventi di cronaca, purtroppo continuamente infatti si verificano crimini efferati davanti ai quali la gente resta attonita. Cresce la rabbia. E coloro che sono credenti si interrogano inevitabilmente se sia ancora una volta il caso di perdonare. La cattiveria, il male, la violenza sembrano a volte tracciare una spirale sempre più spietata e disumana. Eppure, paradossalmente, è proprio in quelle circostanze che è possibile sperimentare ancora di più la forza e il significato del perdono. È esattamente quando ci troviamo davanti a quello che oggettivamente, dal punto di vista umano e nella prospettiva della giustizia, non sarebbe perdonabile che emerge il valore del perdono, che si colloca infatti su un piano che non è quello della giustizia umana e del rispetto delle norme. Il perdono è un’eccezione. Non a caso persino il termine “perdono” nasce con questo significato speciale: un certo Romulus (IV-V  secolo d.C.) doveva tradurre in latino un’espressione di una favola greca che parlava del dono, inusuale, di concedere la vita a una persona condannata a morte. Romulus pensò che dare la vita a chi non la meriterebbe non poteva essere considerato un dono alla stregua di tutti gli altri e per questo inventò il termine “perdono”. Quando perdoniamo facciamo un dono che, proprio in quanto tale, non è dovuto. Ma è un dono che facciamo non solo a chi riceve il perdono: chi perdona fa in realtà un dono a se stesso, perché lascia andare la rabbia e il rancore che avrebbero potuto tenerlo in pugno per tutto il resto della vita. Alla luce di questa riflessione, possiamo forse comprendere meglio anche le parole di Gesù: non si tratta di perdonare fino a sette volte, come vorrebbe Pietro per mettersi fondamentalmente a posto la coscienza, ma fino a settanta volte sette, cioè senza fine, perché quando si smette di perdonare, quando non ci si perdona più dentro una relazione, allora la relazione stessa si spegne, perde vita e muore. Anche a livello sociale, nella comunità, nella Chiesa, possiamo ridare linfa alle nostre relazioni solo se abbiamo ancora il coraggio di perdonare anche e soprattutto l’imperdonabile.

Inviate le vostre domande a lettori.credere@stpauls.it

 
 
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