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Dio: un modello in "vacanza"!

21/07/2022  Per vivere bene le nostre ferie ecco alcuni verbi che ci vengono suggeriti dalla Sacre Scritture

Alcune persone sentono che il tempo delle vacanze – i tanto attesi (pochi) giorni di vacanza! – è paradossale. Da un lato rinfrancano, dall’altro stancano. Da un lato, non vediamo l’ora che arrivino quei momenti di meritato stacco dopo il calendario rigido del lavoro (o dello studio), dall’altro lato, e non si sa per quale misterioso motivo, sentiamo un vuoto e una inspiegabile stanchezza, e... perfino – confessa qualcuno – noia. Insomma, non pochi lamentano di non sapere gestire quei tempi, tanto che, in mezzo a attività diverse e divertenti, si trovano più esausti e – perché negarlo? – letteralmente esauriti.

La prima pagina della Bibbia ci mette davanti agli occhi un paradigma a cui possiamo ispirarci per vivere meglio le vacanze. Vivere bene-dicendo ogni momento: innanzitutto, contro una certa mentalità del vivere in vista delle vacanze che, più o meno inconsciamente, le sovraccarica di aspettative irrealizzabili, la prima pagina di Genesi ci insegna a vivere ogni giorno e a essere presenti in ogni momento, imparando a vivere la nostra ferialità con attenzione, dedizione, sforzandoci di vedere i lati buoni anche del quotidiano. Solo se impariamo a vivere bene il feriale, sapremo apprezzare il festivo, l’estivo e il tempo di pausa. Ri-cordare: è bella la parola “ricordare”. Significa riportare al cuore, reintegrare nel proprio essere e nella propria storia. La vacanza è sì un momento di divertimento, di cambio di registro, ma è anche un tempo di ritorno a sé, un tempo in cui è bene ritrovare dei momenti di rilettura davanti al Signore della propria storia, delle proprie esperienze.

Questo non significa dimenticare gli incidenti. No, è un momento di bonifica, di ristrutturazione e di “ricreazione” … il nostro ultimo punto. Ri-creazione: anche la parola “ricreazione” è bella e ricca di senso. Essa evoca un gesto divino. Le vacanze sono sì un tempo di divertimento, di diversione e di svago, ma sarebbe un peccato “sprecare” questo tempo. Esso deve essere un tempo di ricreazione, un tempo di ricostituzione di noi stessi. Lo chiamerei tempo di “fotosintesi”, ovvero di ri-ossigenazione e di “sintesi luminosa” delle nostre esperienze. Per questo arrivo a un punto che reputo importante e che consiglio a chiunque mi chiede un parere per il tempo delle vacanze: trova un tempo per pregare, anche in vacanza… Ne parleremo la prossima volta!

 
 
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