Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 22 aprile 2024
 
Il Teologo
 

È possibile per un minore chiedere lo “sbattezzo”?

14/06/2019 

DORA P. - Un giudice ha autorizzato una minorenne, contro la volontà della madre, a chiedere lo sbattezzo, cioè l’annotazione a margine dell’atto battesimale di non voler più appartenere alla Chiesa cattolica. È possibile per un minore?

Il Battesimo esprime un amore di Dio che non verrà mai meno. Pertanto il termine “sbattezzo” è del tutto improprio. Per il rispetto che la Chiesa deve alle persone e alla loro libertà, dal 1999 un decreto dei vescovi italiani prevede, dietro a una formale richiesta, la possibilità di annotare a fianco del proprio atto battesimale la volontà di non fare più parte della comunità cattolica rinunciando a tutti i diritti e doveri. Nulla è detto riguardo ai minorenni. Non conoscendo il contenuto della sentenza e poiché un minorenne non può autonomamente promuovere un giudizio, ma deve essere rappresentato dai genitori o dal genitore che ne esercita in via esclusiva la responsabilità (Cod. civ. art. 320), si può ipotizzare che il giudice abbia autorizzato il minore (o meglio: il suo rappresentante) a inoltrare la richiesta per l’annotazione sul registro dei Battesimi. Stupisce tutta questa fretta nei riguardi di un minore senza attendere una sua matura autonomia, quando non è il registro dei Battesimi che impedisce di essere educata e vivere a prescindere dal sacramento ricevuto.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo