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Fede cristiana e vittimismo

20/07/2023  «Riconosciamo sì i nostri peccati, ma nella consapevolezza che siamo già perdonati dal Signore»

Valentina mi chiede: «Come fare ad andare oltre ogni vittimismo se l’accostarci − anche giornaliero − ai sacramenti ci invita al dovere di perseverare nel chiedere perdono, di chinare il capo per lasciarci giudicare e perdonare da Dio, in un costante esame di coscienza?».

Cara Valentina, grazie della tua domanda. Davvero interessantissima. In questo spazio posso rispondere solo brevemente, sebbene, in sé, la questione meriterebbe una trattazione più approfondita. 

Il momento del riconoscimento dei peccati nella Messa a cui fai riferimento è un momento di realismo che deve necessariamente essere sostenuto dal fondamento dei fondamenti: la coscienza di essere già perdonati e infinitamente amati dal Signore, altrimenti – avresti perfettamente ragione – sfocerebbe in una coscienza infelice di colpevolezza e inadeguatezza, senza alcun senso e senza alcun elemento equilibrante.

C’è una grande differenza tra il senso di colpa, un fenomeno psicologico infelice che ci incatena, e il «senso del peccato» che ci permette di riconoscere dove e come non viviamo all’altezza della bellezza a cui il Signore ci chiama. Il peccato è una realtà relazionale. Il senso di colpa è sovente autoreferenziale.

In quest’ottica, nell’esame di coscienza, consiglio sempre di fare, non tanto un momento di “lista della spesa dei peccati”, ma un momento di rilettura della giornata (o della settimana o del mese) e, in quella istanza, guardare tutto con gli occhi del Signore.

Quindi, non guardare gli errori e sentirsi semplicemente in colpa (quel senso di colpa che ci incatena), ma vedere le falle immerse nel fiume della misericordia e vedere i successi come i tratti della nostra figliolanza che manifestano il nostro vero Dna... quello della bellezza e della bontà di Dio.

In fondo, il peccato altro non è che mancare l’obiettivo della bellezza della santità. Mi permetto di definire la santità così: essere belli come Dio è bello. Cos’è la bellezza di Dio? È il suo amore, la sua bontà e la sua verità.

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