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venerdì 03 febbraio 2023
 
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Il Papa: Preoccupazione e dolore per il Nicaragua

21/08/2022  Francesco parla della difficile situazione nel Paese centroamericano, dove la Chiesa sta subendo pesanti persecuzioni, e invita al dialogo. Come sempre, anche la preghiera per la martoriata Ucraina

Il Papa pensa all’Ucraina, ma anche, «con preoccupazione e dolore» alla «situazione in Nicaragua, che coinvolge persone e istituzioni». La Chiesa sta subendo pesanti ritorsioni da parte della polizia e delle forze mlitari. «Con sgomento e incredulità», aveva scritto proprio ieri il cardinale della Cei Matteo Zuppi,  «riceviamo notizie delle dure persecuzioni che il popolo di Dio e i suoi pastori stanno subendo a motivo della fedeltà al Vangelo della giustizia e della pace». Insieme a sacerdoti, seminaristi e laici è stato arrestato anche monsignor Rolando José Álvarez Lagos, vescovo di Matagalpa. «Si tratta di un atto gravissimo, che non ci lascia insensibili e che ci induce a tenere alta l'attenzione su quanto accade a questi nostri fratelli nella fede», aveva sottolineato il cardinale. E oggi il Papa ha aggiunto la sua «convinzione e l'auspicio che con un dialogo aperto e sincero si possano trovare le basi per una convivenza rispettosa e pacifica».

Prima aveva commentato il Vangelo di Luca con la frase di Gesù: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta». Questa, dice Francesco, è un’immagine che potrebbe spaventarci, come se la salvezza fosse destinata solo a pochi eletti o ai perfetti. Ma ciò contraddice quanto Gesù ha insegnato in molte occasioni; e infatti, poco più avanti, Egli afferma: “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio”. Dunque, questa porta è stretta, ma è aperta a tutti! ». Il fatto che sia stretta, si riferisce al fatto che, ai tempi di Gesù, «quando arrivava la sera, le porte della città venivano chiuse e ne restava aperta una sola, più piccola e più stretta: per rientrare a casa si poteva passare solo di lì». E allora, considerando anche le parole

«Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato», sappiamo che Gesù, ci vuole dire che «per entrare nella vita di Dio, nella salvezza, bisogna passare attraverso di Lui, accogliere Lui e la sua Parola. Come per entrare in città bisognava “misurarsi” con l’unica porta stretta rimasta aperta, così quella del cristiano è una vita “a misura di Cristo”, fondata e modellata su di Lui. Significa che il metro di misura è Gesù e il suo Vangelo: non quello che pensiamo noi, ma quello che ci dice Lui. E allora si tratta di una porta stretta non perché sia destinata a pochi, ma perché essere di Gesù significa seguirlo, impegnare la vita nell’amore, nel servizio e nel dono di sé come ha fatto Lui, che è passato per la porta stretta della croce».

Francesco invita a pensare ai «gesti quotidiani di amore che portiamo avanti con fatica: ai genitori che si dedicano ai figli facendo sacrifici e rinunciando al tempo per sé stessi – è una porta aperta, ma stretta; a coloro che si occupano degli altri e non solo dei propri interessi; quanta gente è così, a chi si spende al servizio degli anziani, dei più poveri e dei più fragili; a chi va avanti a lavorare con impegno, sopportando disagi e magari incomprensioni; a chi soffre a motivo della fede, ma continua a pregare e ad amare; a quanti, anziché seguire i propri istinti, rispondono al male con il bene, trovano la forza di perdonare e il coraggio di ricominciare. Sono solo alcuni esempi di gente che non sceglie la porta larga del proprio comodo, ma la porta stretta di Gesù, di una vita spesa nell’amore». E queste persone saranno riconosciute «dal Padre molto più di quelli che si credono già salvati e, in realtà, nella vita sono “operatori di ingiustizia”».

Il Papa invita tutti a chiedersi da che parte vogliamo stare, se «preferiamo la strada facile del pensare solo a noi stessi o scegliamo la porta stretta del Vangelo, che mette in crisi i nostri egoismi ma ci rende capaci di accogliere la vera vita che viene da Dio».

 
 
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