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Credere

Lorena Bianchetti: "Non voltiamo le spalle a chi soffre per la Guerra"

31/03/2022  «Nostro dovere è raccontare ciò che sta accadendo in Ucraina, senza spettacolarizzare ma nemmeno edulcorare», dice la conduttrice di A sua immagine. «Diamo voce a chi si impegna per l’accoglienza e l’aiuto ai profughi»

«Il mio dovere è fare servizio alla gente. Raccontare quanto accade, informare senza spettacolarizzare, rispettando sempre la dignità delle persone e chiamando quanto accade con il suo nome. La guerra per esempio è guerra, non ci sono strategie o “operazioni speciali” che ne possano edulcorare il contenuto. Nelle nostre dirette, in questo periodo, il conflitto in Ucraina è inevitabilmente entrato nel nostro racconto con il dolore che questo inutile massacro sta provocando.

La raccontiamo attraverso le testimonianze sul posto ma anche dalla voce di chi è accolto o accoglie nel nostro Paese. Fonte di ispirazione per le nostre riflessioni sono il Vangelo e le parole di papa Francesco. L’intervento di protesta per la pace della giornalista Marina Ovsjannikova, in diretta alla televisione russa, è stato un atto di grande coraggio come lo è anche quello degli inviati di guerra che anche il Papa ha ringraziato pubblicamente.

Grazie a loro le persone non hanno girato le spalle di fronte a coloro che stanno fuggendo dalla guerra perché hanno visto, hanno sentito con le loro orecchie e dunque hanno sgretolato i pregiudizi nei confronti dei rifugiati».

Lorena Bianchetti è il volto amatissimo del programma tv A Sua immagine, di cui è co-autrice e che conduce il sabato e la domenica su Rai 1, realizzato in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana. Una carriera lunga, la sua, iniziata da giovanissima, nel 1991, quando partecipa, come ballerina e cantante, alla trasmissione Piacere Raiuno, con Gigi Sabani e Toto Cutugno. Una carriera voluta con tenacia e responsabilità, osteggiata agli inizi dal padre Mario: «Fin da piccolissima ho avuto una grande stima nei confronti dei miei genitori: mi hanno educato a esprimere le mie opinioni e i loro “no” sono sempre stati motivati, mi hanno permesso di ragionare, di tirare fuori il mio carattere. Senza di loro non sarei riuscita a realizzare i miei sogni, perché devo molto a quell’iniziale no di mio padre: mi ha responsabilizzato».

«Lavorare nel mondo dello spettacolo, come del resto in ogni ambito», continua Lorena, «presenta delle trappole, situazioni che possono imprigionare la tua anima e sporcare i tuoi valori. Dopo il primo “scontro” è iniziato da parte dei miei un pieno sostegno, perché avevano capito che andavo diritta, che era bene accompagnarmi fino a che potessi camminare con le mie gambe. Mi sono rimasti sempre accanto nel nascondimento: questo mi ha permesso di rimanere con i piedi per terra». Una famiglia unita, con una pasticceria a Roma, in cui il papà Mario elaborava ricette «uniche e segrete», come mi dice sorridendo, e la mamma Grazia era addetta al banco e si occupava della parte commerciale: «La loro era un’unione completa, sentimentale e professionale, stavano insieme 24 ore su 24. Io e mio fratello siamo cresciuti con l’esempio di due persone che si sono amate, ascoltate e rispettate tantissimo, che hanno incarnato il senso del dovere e della considerazione per gli altri».

«Sono anche cresciuta con la convinzione di un Vangelo con l’happy end, che quindi non finisce con la crocifissione. Soprattutto con il suo messaggio che si incarna nella quotidianità: è questo ciò che cerco di fare, seguire quella famosa regola d’oro “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Per me è centrale il rispetto dell’altro e della dignità umana, e questo va al di là della religione. Se c’è ancora un’idea del cristiano come di una persona pedante e oscurantista, forse dovremmo farci un esame di coscienza. Credere è gioioso, anche nei momenti difficili della vita: non dobbiamo dimenticarci quell’orizzonte che ci aspetta».

MAMMA "WONDER WOMAN"

Il 9 settembre del 2015 Lorena si sposa con l’imprenditore Bernardo De Luca, un legame maturo, nato al di fuori del mondo dello spettacolo: «Dovevamo sposarci qualche giorno dopo, in realtà, ma, per un caso, abbiamo anticipato». Ed è stato un segno: il padre di Lorena muore tre giorni dopo le nozze, improvvisamente. «È stato uno strappo indescrivibile, un dolore che porterò sempre con me, con cui ho imparato a convivere ma che mi pare di aver vissuto un attimo fa. La fede mi ha davvero aiutato: mi sono abbandonata a quello che era il disegno di Dio e ho apprezzato in pieno il dono di mio papà che è riuscito ad accompagnarmi all’altare. Il giorno della sua morte avevo una diretta televisiva: alle 6.41 del mattino, appena saputa la notizia, ho chiamato monsignor Nunzio Galantino, allora segretario generale della Cei, dicendogli che non potevo farcela. E lui mi ha risposto: “Cosa avrebbe voluto tuo padre?”. A quel punto ho detto: “Ok, vado”. Mio papà mi ha trasmesso un grandissimo senso di responsabilità e avrebbe voluto così: per cui sono andata in diretta, la cosa più difficile che abbia fatto in vita mia». L’esistenza di Lorena è cambiata completamente nel 2019 con la nascita della figlia Estelle: «Essere mamma mi ha fatto capire di più il valore delle cose, l’importanza di spendere il tempo in ciò che è fondamentale, senza perdersi in fronzoli. Mi ha regalato una nuova consapevolezza.

Tornando a casa il desiderio sarebbe quello di mettersi sul divano a riposare o a leggere, invece indosso la tuta di “Wonder Woman”, facendo l’occhiolino a tutte le mamme che come me lavorano e si ritrovano in ritmi forsennati, e inizio a giocare a nascondino, a “un due tre stella”, ad acchiapparella. Poi arrivo ad addormentarmi la sera insieme a mia figlia quando la porto a letto, ma con una pienezza interiore che mi viene restituita nonostante la fatica. Anche nel lavoro riesco ad avere più concentrazione e una maggiore determinazione, intesa come consapevolezza e concretezza, insomma vedo la vita da un altro punto di vista: questo salto, che secondo me mi ha arricchita, lo devo a Estelle, e posso dire che c’è un primo e un secondo tempo nella mia vita».

Lorena Bianchetti non sa spiegarsi la fede che ha sempre sentito dentro di sé come qualcosa di naturale: «Mio papà mi raccontava che all’età di 4 anni gli tiravo i pantaloni e gli dicevo: “Mi porti a vedere Gesù?”. È vero anche che c’è stata suor Adelaide, la mia insegnante delle elementari, che mi ha fatto toccare con mano una fede davvero incarnata nella quotidianità e nella semplicità. Il tutto è poi stato sempre accompagnato da due genitori che non si sono venduti con delle parole ma che hanno concretizzato con l’esempio tutta una serie di cose che poi ho sposato. L’onestà nel lavoro, l’impegno, il sacrificio per ottenere dei risultati: questo è quello che ho respirato e che ho scelto, perché poi ognuno di noi sceglie».

I MIEI TRE PAPI

Con il suo lavoro Lorena ha avuto la fortuna di incontrare tre Papi, accomunati, come dice, «dai valori del concilio Vaticano II. Tre carismi completamente diversi, ma giusti per ogni epoca storica in cui hanno agito o stanno agendo, e questo, per chi crede, è davvero frutto dello Spirito Santo. Giovanni Paolo II era la santità che camminava; rammento poi la purezza e la dolcezza di papa Ratzinger, davvero disarmante. Francesco è fermezza e tenerezza allo stesso tempo, un Papa che è un papà per tutti».

CHI É

Età 47 anni Professione Conduttrice televisiva

Famiglia Sposata con Bernardo e mamma di Estelle

Fede «Credo nel Vangelo con l’happy end, che non finisce con la crocifissione»

 
 
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