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Perché abbiamo festeggiato la nascita di Gesù il 25 dicembre?

26/12/2019  Se la data del Natale ci rimane ignota, non così il motivo per cui il Verbo si è fatto carne. Leggi la spiegazione del teologo Robert Cheaib

Ogni tanto, soprattutto in prossimità del Natale, qualcuno mi pone la domanda: Gesù è davvero nato il 25 dicembre? Di solito, cerco di far capire alla persona che me lo chiede la differenza tra il festeggiare il compleanno di Gesù e fare memoria dell’evento mirabile dell’incarnazione di Gesù. Il giorno di Natale festeggiamo il folle gesto d’amore di un Dio che è diventato uomo per noi, per unirsi all’umanità e per elevare l’umanità a sé. Non a caso, liturgicamente, il periodo natalizio si estende su diversi giorni, dal giorno di Natale al giorno dell’Epifania. E non a caso, alcune Chiese cristiane festeggiano il “Natale” il 6 gennaio, considerando il Natale già un’Epifania, una manifestazione del Signore.

Guardiamo ai dati che abbiamo: nei Vangeli non è indicato il giorno preciso della nascita di Gesù. I dati storici su una datazione del Natale risalgono ad autori successivi all’epoca apostolica. Clemente d’Alessandria, un padre della Chiesa della seconda metà del II secolo, menziona alcuni calcoli approssimativi fatti da gruppi cristiani che propongono varie datazioni. Per alcuni la nascita di Gesù sarebbe avvenuta tra il 19 e il 20 aprile, per altri il 20 maggio. Clemente riferisce infine che per altri ancora la data del battesimo di Gesù, nonché la data della sua nascita, era il 6 gennaio. Giuliano l’Africano (prima del 221) designa il 25 marzo come giorno dell’Annunciazione, e quindi la nascita di Gesù doveva essere intorno alla fine di dicembre. La datazione del 25 dicembre è proposta da Ippolito di Roma, ma si parla di uno scritto dell’inizio del III secolo. La varietà di queste opinioni e la loro tardiva datazione ci mostrano quanto sia infruttuoso andare a indagare la data esatta dell’incarnazione.

Perché festeggiamo il 25 dicembre allora? Diversi storici e studiosi sostengono che la Chiesa di Roma avesse opposto la festa di Gesù, vera luce del mondo, alla festa pagana del Natalis solis invicti del 25 dicembre. Il sol invictus festeggiato dai pagani era ombra e simbolo del vero Sole invincibile Gesù Cristo.

La data del Natale ci rimane ignota, ma il motivo per cui il Verbo si è fatto carne è chiaro: dirci l’amore nella carne, nella storia e chiamarci ad amarlo e a vivere d’amore incarnato. Si potrebbe dire tanto sul Natale, ma preferisco ricordarmelo e ricordartelo con le parole di una brevissima lettera di santa Teresina, probabilmente l’ultima: «Non posso avere paura di un Dio che si è fatto così piccolo per me… io l’amo!... perché non è altro che amore e misericordia!».

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