logo san paolo
venerdì 30 ottobre 2020
 
LE DUE SINISTRE
 

Renzi, la Leopolda e le due sinistre

26/10/2014  "Il posto fisso è morto", ha sentenziato il premier. Nemmeno Berlusconi ha mai osato tanto. Ormai il Pd è spaccato nettamente in due. Grazie anche alla scomparsa dei cattolici in politica.

Ieri per la sinistra è stata la giornata dei due mondi. Quello della piazza gremita da un milione di persone di Piazza San Giovanni in occasione della manifestazione organizzata dalla Cgil e quello della quinta edizione della Leopolda, la vecchia stazione ferroviaria fiorentina dismessa, che ha consacrato il trionfo politico di Matteo Renzi.Due mondi che si sfidano e che vanno letti non solo politicamente ma anche socialmente, perfino ideologicamente. Con l'articolo 18 a fare inevitabilmente da spartiacque. Da una parte la sinistra del sindacato, tradizionalmente contigua ai postcomunisti alla Civati, alla Cuperlo e alla D'Alema, la sinistra della difesa dei lavoratori dipendenti, del posto fisso, antiliberista ma libertaria nei valori etici (aborto, fine vita, nozze gay etc). Dall’altro la sinistra 2.0 di Renzi, dinamica, moderna, anzi post moderna, innovativa, in cerca di cambiamento, desiderosa di interpretare i tempi storici dell’era della globalizzazione e di rimettere in moto il Paese, certamente meno libertaria ma certamente più liberista. La scenografia della Leopolda, una sorta di garage dove tutto si cambia e si aggiusta, parlava più dei tavoli di discussione e dei discorsi sul palco. Due rette parallele che non si incontrano.

“Poche ciance, noi siamo al governo (io sono al governo) non per mantenerci al governo o consolidare noi stessi”, ha detto il premier dal palco della convention renziana. “Ci tocca cambiare il Paese perché ce la siamo cercata, la bicicletta ce la siamo cercata. È arrivato il momento di fare sul serio. Il che non significa smettere di divertirci. Il Paese va cambiato perché è il nostro compito. Dobbiamo restituire all'Italia l'orgoglio, la speranza e la dignità di guardare al futuro».E’ chiaro che Renzi mira a occupare, come i suoi competitor Grillo e Salvini, l’immensa area dei voti in libera uscita dal berlusconismo. Per questo la Leopolda numero 5 è la manifestazione più di destra di un partito di sinistra della storia d’Italia. Tutto il resto, a cominciare dai tavoli, è coreografia. La frase che occuperà i titoli dei quotidiani (“Il posto fisso non c’è più, il mondo è cambiato”) non ha mai avuto il coraggio di pronunciarla nemmeno Berlusconi. “Il lavoro rappresenta la battaglia culturale più grande che ha investito la sinistra”, afferma il premier dal palco. Ma sul lavoro ormai nel Pd ci sono due idee nettamente diverse: quella della sinistra minoritaria, la sinistra perdente scalzata dall’avanzata renziana, aderente alla manifestazione della Cgil e quella di Renzi, che ha avuto la sfrontatezza di invitare persino Davide Serra, un giovane yuppie della finanza che ha riportato il dibattito a prima della Rivoluzione industriale.

Una presenza, quella di Serra, talmente esagerata che ha imbarazzato persino Renzi. Forse tra questi due mondi avrebbe potuto mediare il collante del centro dei cattolici democratici, forte della grande risorsa della dottrina sociale della Chiesa, che ha sempre coniugato, dalla Reruma Novarum alla Caritas in Veritate, i diritti della persona con le esigenze della modernità, interpretando il tempo in cui viviamo alla luce dei valori del Vangelo. Ma il Centro cattolico, moderato e pontiere per vocazione, asfaltato da questo strano cattolicesimo politico renzista, si è liquefatto come neve al sole. E infatti tutt'al più anima i dibattiti nelle cripte dei congressi per pochi intimi, rigorosamente a porte chiuse. Perché nulla si sappia del rimuginare su un fallimento politico.

Multimedia
Dai post it alla lite Bindi-Serracchiani, in scena la Leopolda di governo
Correlati
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 0,00 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%
PAROLA E PREGHIERA
€ 33,60 € 33,50
VITA PASTORALE
€ 29,00
GAZZETTA D'ALBA
€ 62,40 € 0,00 - 14%