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mercoledì 05 ottobre 2022
 
Crisi ucraina
 

Russia, sulla Crimea vertici compatti

16/03/2014  Dopo le dimostrazioni di piazza per la pace, una lettera aperta di 512 esponenti delle arti e della cultura conferma che le strutture di potere sono con Putin.

Vladimir Putin a colloquio con il ministro degli Esteri Lavrov (Reuters).
Vladimir Putin a colloquio con il ministro degli Esteri Lavrov (Reuters).

Mentre migliaia di persone scendevano in piazza, a Mosca, per chiedere pace e quindi, nemmeno tanto implicitamente, criticare la politica di Vladimir Putin sull'Ucraina e la Crimea, oltre 500 esponenti delle arti e della cultura russa firmavano una lettera aperta di sostegno al Presidente e al Cremlino.

Non tragga in inganno la proporzione dei numeri, le migliaia (anche se non è chiaro quante: 50 mila persone secondo gli organizzatori, poco più di 10 mila secondo le autorità) contro le centinaia. La lettera aperta, diffusa dal ministero della Cultura, serve soprattutto a dimostrare una cosa: che le strutture del potere sono compatte, non ci sono incrinature al vertice sul confronto internazionale in corso.

Ecco il testo della lettera aperta: "Nei giorni in cui si decide la sorte della Crimea e dei nostri compatrioti, noi, esponenti della cultura russa, non possiamo stare a guardare con animo indifferente e cuore freddo. La nostra storia comune e le nostre comuni radici, la nostra cultura e i suoi valori spirituali, i nostri principi fondamentali e la lingua ci hanno uniti per sempre. Vogliamo che la vicinanza dei nostri popoli e delle nostre culture abbiamo un futuro comune. Per questo vogliamo con convinzione esprimere il nostro appoggio alla politica del Presidente verso l'Ucraina e la Crimea".

Le firme arrivano da tutte le regioni della Russia e dalle più diverse istituzioni culturali. I giornali russi hanno ovviamente sentito molti dei firmatari, raccogliendo le loro dichiarazioni. Tutti hanno sdegnosamente respinto ogni ipotesi di "pressioni" da parte del Cremlino. E molte delle loro dichiarazioni hanno toni nazionalistici assai più accesi di quelli della lettera. 

 
 
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