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lunedì 23 settembre 2019
 
 

Il "Grande fratello" nei nidi, la proposta ha il "sì" del Senato

31/05/2019  160 milioni di euro per l'installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio assistenziali per anziani e disabili. Un provvedimento discutibile che lede la crescita serena dei più piccoli e la dignità di tanti bravi insegnanti.

Una manifestazione a Vercelli a favore delle telecamere nei nidi e nelle scuole primarie
Una manifestazione a Vercelli a favore delle telecamere nei nidi e nelle scuole primarie

E’ stato approvato al Senato un emendamento al disegno di legge Sblocca Cantieri che prevede lo stanziamento di 160 milioni di euro per l'installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio assistenziali per anziani e disabili. Da 10 anni si batte per questo provvedimento Gabriella Gianmanco vicepresidente di Forza Italia al Senato perché «nei luoghi che ospitano soggetti deboli siano obbligatorie le telecamere e siano stanziate risorse sufficienti a tale scopo».

Con l’emendamento si vuole istituire un fondo al Ministero dell’Interno con 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 per l’erogazione di risorse finanziarie per “l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso presso ogni aula di ciascuna scuola” dell’infanzia statali e paritarie. Le stesse risorse, e sempre dal 2020 al 2024, saranno da destinare alle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno. Sia per quest’ultime che per i nidi  i fondi dovranno coprire anche l’acquisto delle apparecchiature per la conservazione delle immagini “per un periodo temporale adeguato”.

Una legge controversa che vede schierati su opposti versanti coloro che credono nel controllo dei lavoratori, soprattutto di quelli che lavorano con soggetti deboli, e coloro che credono nella via della formazione e della fiducia.  

«Con l'introduzione delle videocamere di sorveglianza in ogni sezione del nido e in ogni sezione di scuola dell'infanzia, si avvia una stagione di controllo sistematico sulle relazioni tra i bambini, docenti e educatori esponendo i processi educativi a controlli esterni. Sarà un Grande fratello a controllare tutto, conserverà le immagini e potrà usarle in qualsiasi momento contro gli adulti - che sono stati bambini - per indicizzare, giudicare selezionare in base a comportamenti che qualcuno potrà ritenere sbagliati». Questa la riflessione del Coordinamento nazionale dell'Infanzia, formato da sindacati e associazioni,  che ritiene il provvedimento, inutile, pericoloso, antipedagogico.

«Quali saranno gli effetti sullo sviluppo e sulla crescita, e quali le conseguenze sui cittadini che questi bambini diventeranno un giorno, se, fin dalla più tenera età, sarà instillato loro invece che un rapporto di fiducia verso le istituzioni, un rapporto di timore, insicurezza, paura, mitigato in modo improprio dalle videocamere che tutto potranno filmare registrare ed esporre in futuro come prova di una tendenza precoce a comportamenti non graditi?»,  

Inoltre, quale sarà l'impatto sulla libertà di insegnamento e sulla ricaduta sulla genuinità della relazioni educative che sempre deve mantenersi, è il tema posto dal Coordinamento. «I rari comportamenti, inadeguati e riprovevoli che si sono verificati in questi anni non trovano giustizia attraverso un video controllo indistinto. La cura appare peggiore della malattia. Ciò che serve a bambini e insegnanti è maggiore rispetto ed attenzione ai processi educativi, non strumenti meccanici coercitivi e sanzionatori, a prescindere. Ora che una legge sciagurata va verso la definitiva approvazione è necessario riflettere attentamente sulle modalità della sua attuazione. I rapporti tra individui e istituzioni, tra operatori dell'educazione e dell'istruzione tra cittadini e istituzioni, siano immediati e diretti - sottolineano dal Coordinamento dell'Infanzia - senza mediazioni interposte da macchine, riprese e videosorveglianza. La scuola e i bambini non sono soggetti da Grande Fratello».

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