logo san paolo
venerdì 01 luglio 2022
 
Parliamone insieme
 
Credere

Il cardinale Zuppi: «Ucraina, si cessi il fuoco, si dialoghi e si cerchi la pace»

10/03/2022  Di fronte alle scene strazianti di morte e di dolore, vale ancora la profezia della Chiesa di essere «serva del Vangelo della pace». La riflessione dell’arcivescovo di Bologna per i lettori di Credere

Ho negli occhi e nel cuore la fotografia pubblicata i giorni scorsi sui giornali di un papà, Serhii, che all’obitorio di Mariupol stringe disperatamente al petto il capo di suo figlio adolescente Iliya disteso su una barella coperto da un lenzuolo macchiato di sangue. È come una deposizione di Cristo. In quel ragazzo ucciso contempliamo il corpo di ogni vittima. Le vittime ci chiedono anzitutto la preghiera, prima ribellione al male, che ci unisce a quella disperazione, perché sentiamo il grido di invocazione al Padre del cielo che piange più di tutti il suo e ogni figlio ucciso.

Dalla preghiera nasce la solidarietà, per aiutare a uscire dall’inferno e regalare un poco di paradiso attraverso la nostra accoglienza, premura, sorriso. E oggi l’unica preghiera, forte, è a Dio: «Fermali» e agli uomini: «Fermatevi!». Molti anni fa a Bologna in occasione della prima giornata mondiale della pace, il 1° gennaio 1968, nel pieno di un’altra guerra, quella del Vietnam, il cardinale Lercaro disse che la Chiesa non è neutrale: è per la pace!

Si interrogava se ci eravamo esercitati ad accusare gli altri e non ci siamo interrogati sulle nostre complicità e se troppo poco ci siamo preoccupati di «togliere da noi le pietre d’inciampo sul cammino della pace». Ed è un interrogativo che faccio mio e che mi motiva ancora di più a reagire percorrendo con decisione tutte le vie di dialogo e di incontro per fermare la guerra. «La Chiesa non può essere neutrale, di fronte al male da qualunque parte venga: la sua via non è la neutralità, ma la profezia; cioè il parlare in nome di Dio. Vorrei essere un servo dell’Evangelo di pace», disse. Scegliamo oggi di essere servi della pace. Non affrontare i problemi, non cercare la guarigione e accontentarsi che il focolaio di male faccia soffrire solo una parte come se l’infezione possa restare contenuta, ha rappresentato un aiuto alla logica di morte.

Non saremo neutrali, perché la parte, l’unica parte da scegliere, quella che in realtà interessa tutti ed è la parte di Dio, è quella della pace. Stiamo dalla parte di chi è colpito, delle vittime. «Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male... Rivolgiamo lo sguardo a tanti civili massacrati come “danni collaterali», ha scritto con tanta umanità papa Francesco in Fratelli tutti. Non accettiamo la logica delle armi! Si diventa solo assassini e si calpesta anche la propria stessa dignità. Il mercato delle armi accentua la logica del più forte, ispira piani di potere, innesca solo un’avventura senza futuro.

Davvero la storia non insegna niente? Chiediamo, in ginocchio, di sospendere subito questa guerra. Lo potete. Lo possiamo. Chi può prendere decisioni lo faccia. Accettate la richiesta di dialogare, cessate il fuoco e iniziate nuovi incontri. Chiediamo umilmente a tutti i cristiani di chiedere perdono e darlo, di essere uniti a difendere quella pace che ci è stata affidata da Dio. La violenza mai sarà benedetta. La pace è benedetta e chi la sceglie diventa una benedizione.

fonte: Ansa

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo