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martedì 29 novembre 2022
 
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Un'economia a misura di persona

03/11/2022  La lotta alla povertà e alla disuguaglianza, dice monsignor Nunzio Galantino intervenendo a un convegno al Cnel, sono doverosi se si vuole essere un Paese maturo

«Covid e guerra». Sono queste le due parole che hanno inaugurato la seconda decade del 2000. Parole che hanno in comune la paura e l’assenza di speranza. Monsignor Nunzio Galantino, president dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) disperanza, invece, ne vuole seminare tanta. Soprattutto per i giovani, «che non sono il nostro futuro, chi dice questo ha per loro poca attenzione». Sono piuttosto il presente cui prestare ascolto e a cui stare vicini nella formazione e nell’azione di rimozione di quelle diseguaglianze che li rendono più vulnerabili. Al Cnel si parla di economia e lavoro alla luce della enciclica Fratelli tutti. Ma si parla anche di molto altro, come spiega il titolo dell'incontro: "Economia e lavoro: l'Enciclica Fratelli tutti... e non solo".. Alla spicciolata arrivano onorevoli, sottosegretari, ministri. Per ascoltare e per capire. «In questo contesto socio economico difficile, l'Ente Nazionale per il microcredito è più che mai chiamato a fare la sua parte per contribuire al rilancio dell'economia del Paese, rafforzando le sinergie con tutti i soggetti pubblici e privati che possono favorire lo sviluppo di un microcredito vicino alle esigenze dei micro e piccoli imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei professionisti, nonché delle famiglie maggiormente vulnerabili, il cui numero sta purtroppo aumentando come ci viene documentato dal recente Rapporto Caritas sulla povertà», dice, intervenendo prima di monsignor Galantino, Mario Baccini presidente di Enm (Ente nazionale per il microcredito). Ma poi, lo scenario lo delinea proprio il presidente dell’Apsa. Che parte dall’analisi di papa Francesco: « Che cosa accade», si chiede l’enciclica, «senza la fraternità consapevolmente coltivata, senza una volontà politica di fraternità, tradotta in un'educazione alla fraternità, al dialogo, alla scoperta della reciprocità e del mutuo arricchimento come valori? Succede che la libertà si restringe, risultando così piuttosto una condizione di solitudine, di pura autonomia? Allo stesso modo, l'uguaglianza senza la fraternità rimane un valore astratto. Di fatto si indebolisce la dimensione comunitaria nella società umana. Il più forte s'impone e protegge i propri interessi a discapito dei più deboli e poveri. In tal modo la politica diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che applicano il divide et impera. Assieme a questo modo di pensare e di fare», sottolinea monsignor Nunzio Galantino, «(libertà senza fraternità e uguaglianza senza fraternità!) si fa strada un virus che, prima inganna, e poi distrugge. Facendo credere che bene comune e individualismo possano pacificamente convivere. Ma è evidente che se le scelte dei singoli sono animate soltanto dalla ricerca dell'interesse privato, il bene comune non solo non si costruisce, ma viene distrutto: i disastri ambientali, le ingiustizie sociali e gli squilibri economici tra nazioni sono lì a dimostrarcelo».

E se, come aveva detto introducendo i lavori Tiziano Treu, presidente del Cnel, la Fratelli tutti deve essere letta in relazione con l’articolo due della nostra Costituzione che prevede il dovere della solidarietà «per tenere insieme la società e la comunità», monsignor Galantino insiste sulla necessità di un lavoro dignitoso, proprio per superare le differenze sociali, di un lavoro che non sia precario e che promuova la dignità di ciascuno. «Non è mai troppa l'attenzione che si deve dare al lavoro, a quello dei giovani e a quello degli adulti», ha detto il presidente dell’Apsa, «il rischio può essere di ignorare quello dei giovani e mettere da parte quello degli adulti», di abbandonare «quell’economia di cura che significa un lavoro che si prende cura delle persone e dell’ambiente contribuendo al ripristino della piena dignità umana e contribuendo ad assicurare un futuro sostenibile alle generazioni future». È però necessario un ritorno della politica, una economia che no si esaurisca in speculazioni finanziarie, un’attenzione alla formazione soprattutto delle nuove generazioni. «Va restituita centralità alle persone nell’economia e nel mercato», ha insistito monsignor Galantino. Dando spazio a un nuovo impegno «a favore della solidarietà economica, finanziaria e sociale che non è fatta di sporadici gesti di solidarietà, ma di un pensiero e di un agire che siano in favore della comunità. Lottando contro le cause della povertà, della disuguaglianza, della mancanza di lavoro, della terra e della casa». Le disuguaglianze, ha concluso il presidente dell’Apsa, «e la negazione dei diritti umani (per esempio accoglienza, protezione, promozione e integrazione), ovunque si consumino, sono segno di negata civiltà».

 
 
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