La strage di Crans-Montana è tutto tranne che una fatalità. Se c’era un luogo in cui una tragedia poteva essere annunciata, era proprio il locale svizzero Le Constellation. La parola sicurezza – quella che avrebbe potuto salvare quaranta vite ed evitare 116 feriti, alcuni dei quali gravissimi – era stata sostituita da un’altra: avidità. La stessa che, secondo le ricostruzioni, avrebbe spinto la moglie del proprietario Jessica Moretti a fuggire con l’incasso mentre, all’interno, decine di ragazzi urlavano intrappolati tra le fiamme. L’avidità è il quinto vizio capitale ed è tutt’altro che fuori moda, anzi si direbbe che è un sigillo del nostro tempo. È un vizio “freddo”, meno appariscente di altri, ma devastante: non nasce dall’impulso, bensì dal calcolo. È l’idea che tutto abbia un prezzo, anche ciò che prezzo non dovrebbe averlo mai: il tempo, la dignità, la sicurezza, l’umanità, l’amore, la vita. Per questo l’avidità è così pericolosa oggi. Non urla, non esplode, è sottilmente demoniaca: taglia, risparmia, chiude un occhio, rimanda un controllo, sigilla un’uscita di emergenza. E poi presenta il conto. Un conto di morte. E’ incredibile la lista delle misure di sicurezza sacrificate in quel locale dal marito proprietario , il corso Jacques Moretti, in nome del margine di profitto: non c’erano estintori, c’era solo un sistema di ventilazione malfunzionante, giusto per dare l’illusione di respirare ai clienti stipati, il doppio di quelli consentiti. La parola sicurezza è un lusso e viene sostituita da un’altra parola: incasso.

epa12648739 Flowers and candles are left in tribute to the victims after the fire at a bar in Crans-Montana, Switzerland, 14 January 2026. 40 people mostly teenagers lost their lives and 116 were severely injured in the fire at the bar 'Le Constellation' on New Year's celebration in the Swiss Alps resort of Crans-Montana. EPA/CYRIL ZINGARO
epa12648739 Flowers and candles are left in tribute to the victims after the fire at a bar in Crans-Montana, Switzerland, 14 January 2026. 40 people mostly teenagers lost their lives and 116 were severely injured in the fire at the bar 'Le Constellation' on New Year's celebration in the Swiss Alps resort of Crans-Montana. EPA/CYRIL ZINGARO
Fiori e candele davanti al bar Le Constellation di Crans-Montana (EPA)

Nessun controllo all’ingresso per non far entrare i minorenni come prescrive la legge e vietare loro gli alcolici: le finestre in plexiglas erano sigillate, una sola uscita di sicurezza, che però veniva adibita allo scarico merci e poi chiusa dall’interno col chiavistello per impedire che qualcuno potesse entrare senza pagare. Quanto all’ingresso principale, era stato ristretto per ricavare spazio ai tavoli. Più tavoli, più bottiglie, più soldi.

I camerieri – privi di qualsiasi formazione antincendio, ignari, impreparati, inconsapevoli – si muovevano con la disinvoltura di chi non sa di camminare con una miccia su una polveriera. Andavano avanti e indietro maneggiando fontane pirotecniche infilate nei colli delle bottiglie di champagne, pronte a innescarsi a pochi centimetri da un soffitto basso, che il proprietario aveva personalmente sostituito con pannelli di materiali fonoassorbente altamente infiammabile, acquistato per risparmiare in un negozio di bricolage. Anche qui: meno spesa, più margine. Il quotidiano francese Le Figaro, che ha avuto accesso alle carte dell’inchiesta, descrive il proprietario come «un uomo guidato dall’avidità» fino al grottesco. Nel marzo 2020 i coniugi, che vivevano in uno chalet di 500 metri quadri, avrebbero utilizzato un fondo di 75.500 franchi contro la pandemia per acquistare una Maserati da oltre 33 mila franchi, andando ad arricchire un parco auto già vistoso: una Mercedes, una Porsche Cayenne e una Bentley da 320 mila euro.

Erano nel mirino dell’ispettorato del lavoro dopo i reclami di diversi dipendenti per gli orari non rispettati, il lavoro notturno non retribuito, riposi ignorati. La sicurezza era una spesa voluttuaria. Nessuna di queste infrazioni è avvenuta per caso: tutto contribuiva ad aumentare l’incasso. Tutto questo è in continuità logica con la scena che mostra che, nel pieno di una strage, la preoccupazione dell’adulto rimane mettere in salvo l’incasso, non i ragazzi e le ragazze che l’hanno prodotto. Nell’immagine della proprietaria che fugge con la cassa è stato giustamente scritto che c’è la metafora di una società liberista, di un liberismo sfrenato, che ha messo il denaro al centro dei propri valori.

Per questo ridurre tutto alla responsabilità dei due proprietari è troppo comodo. Starà ai magistrati appurare le responsabilità, ma è indubbio che i due si muovevano in un sistema che considerava la sicurezza un optional. Il sindaco di Crans-Montana ha candidamente ammesso che il locale non veniva ispezionato da sei anni, senza nemmeno chiedere scusa. Niente ispezioni? Mancanza di tempo, ha spiegato la vicesindaca. Una negligenza e una sciatteria maturata in un Cantone di 300 mila abitanti notoriamente restio ad applicare le indicazioni confederali in materia di sicurezza, uno dei pochi Cantoni svizzeri a non prevedere né un’assicurazione immobiliare cantonale né un obbligo assicurativo per gli immobili. Tutte spese accessorie. Un ostacolo per i fatturati. Persino i premi assicurativi per le vittime sono risibili. «Qui non esistono standard in materia di protezione antincendio», ha denunciato un albergatore vallesano. «Qualcuno prende sul serio i controlli, poi dopo quattro anni viene sostituito e tutto ricomincia». Ma a ben vedere la tragedia della frequentatissima località sciistica Crans-Montana, che d’inverno grazie al turismo quadruplica i residenti, non riguarda solo un locale, né soltanto un Cantone. Riguarda l’intera Svizzera, il Paese delle regole e del rigore, un rigore “svizzero” spesso tanto decantato che però in questa strage ha mostrato una fragilità inaccettabile proprio in nome di un liberismo sfrenato che mira solo al quattrino. E siamo sicuri che in Italia non vi siano negligenze e la sicurezza in Italia – pur regolata da norme molto più rispettate e restrittive, con controlli e ispezioni molto più stringenti, grazie al Cielo – sia sempre rispettata? Una delle lezioni della strage immane dei ragazzi a Crans-Montana – una strage insopportabile - è proprio questa: considerare la sicurezza non un ostacolo ai propri guadagni ma una necessità assoluta, inderogabile e non certo un optional su cui puntare sperando che non accada nulla, come quando si punta alla roulette.