Domenica mattina, come sempre, i bambini hanno pregato per la pace nel mondo. Poveri bimbi, non riescono a capire perché gli adulti li condannano a morte.

Lo scenario internazionale non fa presagire niente di buono. Essere ottimisti è arduo, tenere in vita la speranza è un dovere. Occorre avere un occhio rivolto alla scena mondiale, un altro che sappia concentrarsi sulle realtà locali. Non è il numero delle vittime dei bombardamenti, più o meno alto (quando, poi, un numero è veramente alto?) a farci orrore: è la facilità con cui si condannano a morte e all’infelicità gli innocenti, chiunque siano. Mentre siamo intenti a osservare quello che accade nel mondo, temendo ripercussioni per la nostra serenità, la nostra economia, il futuro dei nostri figli, ecco che nella mia regione, la Campania, accade una vera e propria esecuzione.

Salvatore De Marco, un giovane di 33 anni con precedenti penali, viene freddato in pieno giorno, sotto gli occhi dei passanti increduli e terrorizzati, a poca distanza da una scuola. Lo stampo camorristico è evidente. È di qualche giorno fa la notizia che uno dei più importanti nosocomi di Napoli, il San Giovanni Bosco, era nelle mani del Clan Contini. Verrebbe da piangere.
La camorra, dunque, riesce addirittura a penetrare nel santuario della sanità pubblica?

Mille domande si fanno avanti e pretendono risposte adeguate che non sempre si intravedono all’orizzonte. Come è stato possibile? Come sempre, ci sono state persone colluse, professionisti corrotti, che hanno fatto affari con i camorristi. Lunedì scorso, quindi, ultimo morto ammazzato a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio. Un quartiere difficile, problematico, povero, squallido. Un rione dove vige la legge del più forte, dal quale chi può scappa via.

La camorra, quindi, è viva e vegeta. Una bestia feroce destinata a fare notizia soprattutto quando ci scappa il morto. Un morto di cui i camorristi, volentieri, farebbero a meno, proprio per non alzare quel lurido velo che copre i loro affari. Abbiamo gioito per il nostro Sal Da Vinci che ha trionfato a Sanremo; abbiamo accolto con legittimo orgoglio la notizia che sarà Stefano De Martino a condurre il festival l’anno prossimo. Le notizie belle vanno godute e rilanciate. Non è questione di meschini campanilismi, una sana competitività stimola le risorse personali e comunitarie. La cosa importante è che, poi, siamo capaci di sentirci tutti italiani, figli della stessa terra, della stessa fede. Detto questo, guai a noi se, per un malinteso senso di orgoglio regionale, dovessimo abbassare i toni nel denunciare i mali nostrani.

Il male va denunciato e combattuto per perseguire il bene. Non è possibile rassegnarsi a una esecuzione camorristica in pieno giorno. Questa volta, è vero, i sicari sono stati precisi nel colpire il bersaglio. Evidentemente si sono addestrati bene. Altre volte, invece, a finire sotto i colpi sono state persone ignare e innocenti, sovente giovanissimi. In ogni caso, è evidente che vivere in questi quartieri di Napoli diventa sempre più difficile se non del tutto impossibile. Dopo una sparatoria, dopo questa ultima esecuzione, la gente del posto rimane come stordita per settimane. I più fragili cadono in uno stato depressivo di cui nessuno si prenderà la briga di parlarne. Le mamme nei giorni che verranno scenderanno da casa solo per la spesa, i bambini solo per andare a scuola. Nei negozi si parlerà sottovoce.

Il terrore regna sovrano. Per questa povera gente, per chi ha avuto la sventura di assistere a un omicidio di camorra, non esistono sostegni psicologici. Orribili scenari di guerra a livello internazionale. Napoli, scenari di camorra a livello cittadino. Chi ha avuto la grazia di abitare nei quartieri cosiddetti alti non ceda alla tentazione di sentirsi fortunato e protetto. Non esistono due Napoli. Esiste una sola città, bella, antica, con un patrimonio artistico e culturale che il mondo ci invidia, che deve fare i conti, però, con delle sacche di povertà, di arretratezza, di malavita organizzata e spietata. La camorra e i camorristi sono i veri nemici di Napoli. Da questa piovra maledetta occorre, a tutti i costi, liberare la città. Per il bene di tutti.