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Lo avete detto qualche giorno fa a Palazzo Chigi presentando al Governo le proposte del Forum Famiglie per la legge di bilancio 2027. «Per le famiglie con figli servono interventi strutturali».
Adriano Bordignon, partiamo dal primo: un Irpef a misura di figli. Che cosa chiedete?
«Il punto di partenza è riconoscere che crescere un figlio riduce la capacità contributiva e che il fisco deve tenerne conto. Per questo proponiamo una riduzione delle aliquote Irpef per ogni figlio a carico, con un’attenzione in più per la disabilità, e l’aggiornamento dei limiti di reddito dei figli a carico, fermi da troppo tempo. È un principio che la Corte Costituzionale richiama da decenni e che oggi deve trovare una risposta strutturale. Il taglio lineare di 2 punti del 2026 o le ipotesi circolate su innalzamento delle aliquote indiscriminato per tutti non ci sembra equo».
La seconda proposta riguarda un Isee più giusto. Quali sono i cambiamenti che ritenete necessari?
«È necessario proseguire il percorso che abbiamo iniziato finalmente l’anno scorso. Ridurre ancora il peso alla prima casa proporzionalmente al numero dei figli. Si chiede di portare l'aumento della franchigia da 2.500 a 5.000 € per figlio, già dal primo, e di alzare di 0,05 i coefficienti della scala di equivalenza. In pratica a parità di reddito, l'ISEE risulta più basso per chi ha più figli. Chiediamo anche la rimodulazione del limite di reddito dei figli: un figlio è "a carico" solo se guadagna meno di una certa cifra. Il Forum chiede l’aggiornamento automatico al costo della vita e di alzarla da 2.840,51 € a 5.000 €, e da 4.000 € a 6.233 € per i figli fino a 24 anni, che è quanto si percepisce in un anno di Servizio Civile».
Veniamo all’Assegno unico. Come pensate debba essere migliorato?
«L’idea è quella di accompagnare più a lungo le famiglie nella crescita dei figli: importo pieno fino a 21 anni e quota ridotta fino a 25 anni. A questo si aggiunge la necessità di una rivalutazione annuale anche per la maggiorazione destinata alle famiglie numerose, così da mantenere adeguato il sostegno nel tempo».
Sul fronte dei congedi parentali, invece, quali sono le vostre richieste?
«Anche qui il tema centrale è la cura. Serve una maggiore attenzione alle esigenze familiari e la piena attuazione della direttiva Ue, evitando che sabati e domeniche vengano conteggiati come congedo. È un modo concreto per sostenere la funzione di cura della famiglia. È fondamentale garantire ai primi mille giorni di vita di un bambino, la presenza larga e dedicata dei genitori garantendo un adeguato sostegno economico. Ci sono ancora molti passi da compiere ma anche diritti che non sono del tutto esercitati».
Avete inserito tra le priorità anche i libri scolastici. È possibile pagarli alla scuola dell’obbligo? Che cosa proponete?
«Su questo fronte la proposta è molto concreta: una detrazione del 19% per i testi della scuola dell’obbligo. È una delle spese che le famiglie devono sostenere per la crescita e l’educazione dei figli e che riteniamo debba trovare un riconoscimento. Il diritto allo studio per tutti i ragazzi meriterebbe anche scelte più coraggiose ma comprendiamo come sia necessario prospettare un percorso graduale».
Un altro capitolo riguarda l’energia. Quali sono gli interventi necessari?
«Servono bonus sociali più significativi e proporzionati ai componenti del nucleo, insieme a misure dedicate alle famiglie con più figli. Il “bonus luce” va aumentato perché i prezzi sono raddoppiati nell’ultimo periodo e ci attendono bollette salate per il prossimo inverno. Inoltre come avviene per le aziende energivore che godono di una esenzione dagli oneri di sistema in bolletta, sarebbe sensato prevederlo per le famiglie con 3 o più figli. Va poi considerato che La transizione energetica rischia di essere un maggiore costo per le famiglie con figli rispetto ad altri. Occorre mitigare l’impatto di questi maggiori costi sulle famiglie. Il Piano Sociale per il Clima stanzia 9,3 miliardi a favore di famiglie e piccole imprese in difficoltà. Anche in questo caso occorre garantire una piena proporzionalità rispetto al numero dei componenti del nucleo familiare. In fase di consultazione il Forum ha proposto questo principio ma la proposta non è stata recepita. Attualmente il Piano prevede l’utilizzo esclusivamente del criterio Isee. Ribadiamo la richiesta di introdurre nuovi criteri correttivi rispetto all’Isee che garantiscano sia nei requisiti di accesso sia nei criteri di determinazione dei contributi una piena proporzionalità».


Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari
Qual è, in definitiva, il messaggio che racchiude tutte queste istanze? Perché ci vuole una cura speciale per le famiglie?
«Il messaggio è semplice: servono interventi strutturali e dedicati per le famiglie con figli. La grande sfida dell’equilibrio demografico ci dice che ogni figlio in più è una risorsa per tutta la nostra società, dal punto di vista economico, civile e solidaristico. Per questo un intervento uguale per tutti non basta: tagli e bonus lineari non sono capaci di rispondere ai bisogni reali. Per rilanciare la natalità serve equità fiscale per chi i figli li cresce. Noi continueremo a lavorare, con spirito costruttivo, per un Paese davvero a misura di famiglia».
Quali sono le altre urgenze che stanno attraversando le famiglie?
«Restano fuori da questo momento di confronto con il Governo, dedicato a legge di bilancio, la necessità di affrontare con urgenza e coraggio alcune questioni: una riforma strutturale per un fiscoequo e capacitante verso le famiglie con figli; politiche di equilibrio demografico concertate e sostenute da UE; la protezione ed educazione dei minori rispetto ad AI, social e esposizione precoce ai device; il preoccupante sviluppo senza limiti dell'industria dell'azzardo che distrugge tante famiglie dal punto di vista economico, sociale e legale».









