«Accogliamo con favore ogni misura che alleggerisca il carico fiscale sulle famiglie italiane, alle prese con un caro-vita che non accenna a fermarsi. L'esenzione dal bollo auto per il 2027, prevista dalla bozza di decreto legge, va nella direzione giusta, ma così come disegnata rischia di lasciare indietro proprio i nuclei con più figli».

Adriano Bordignon, presidente del Forum delle Associazioni Familiari

Reagisce così alla notizia della scelta del Governo Meloni di abolire il bollo auto nel 2027 per le vetture che superino gli 80 KW di potenza. Ma con riserva: «Il limite di un solo veicolo per famiglia non tiene conto di una realtà evidente: le famiglie con più figli hanno spesso bisogno di più di un'auto per conciliare lavoro, scuola, sport e attività dei figli. Chiediamo che nel passaggio parlamentare si introduca una modulazione legata al numero dei componenti del nucleo familiare, così da rendere il beneficio proporzionato ai carichi familiari reali e non il solito provvedimento cieco al tema della natalità e nel quale è irrilevante la composizione della famiglia».

Insomma, la storia è sempre la stessa. Bisogna tener conto del carico familiare, perché i figli sono un bene di tutta la comunità non solo dei genitori. «C'è poi un aspetto che rischia di passare inosservato, ma che riguarda da vicino le famiglie numerose: il limite di potenza fissato a 80 kW (circa 109 CV) esclude di fatto molti dei monovolumi a 7 posti, cioè proprio i veicoli che una famiglia con tre, quattro o più figli è spesso costretta a scegliere per ragioni di spazio — seggiolini, passeggini, bagagli per le vacanze. Non stiamo parlando sempre di auto di lusso o sportive, ma di normali vetture familiari con motorizzazioni diesel o benzina che, per esigenze di capienza, superano quasi sempre quella soglia. Il risultato paradossale è che l'esenzione premia chi possiede un'utilitaria per uso singolo o di coppia, e penalizza chi ha fatto la scelta, sempre più coraggiosa in Italia, di avere una famiglia numerosa».

Conclude Bordignon con una verità sacrosanta “no agli interventi spot” perché la famiglia la sostieni solo con interventi strutturati, strutturali e continuativi nel tempo: «Continuiamo a ribadire che i tagli lineari e indistinti, come avvenuto per l'Irpef quest'anno, non portano un reale vantaggio. Le misure più efficaci per sostenere la natalità e le famiglie non sono quelle spot, ma quelle strutturali e capaci di riconoscere il valore sociale ed economico dei figli: fisco a misura di famiglia, quoziente familiare, politiche abitative e di conciliazione vita-lavoro. Chiediamo che in sede di conversione del decreto si correggano questi due aspetti — il vincolo del veicolo unico e la soglia di potenza — tenendo conto del numero di componenti del nucleo familiare. Su questi fronti attendiamo ancora risposte concrete dal Governo».