Migliaia di post pubblicati su un sito di seduzione riaccendono i riflettori sul caso Garlasco e su Andrea Sempio, atteso in procura il 6 maggio. Ma ci sono tre aspetti che forse sono stati meno frequentati. Ci aiuta a metterli in luce il giornalista investigativo Fulvio Benelli, autore dell'inchiesta Tutta la verità sull'omicidio di Chiara Poggi, realizzata con Cristiano Barbarossa e trasmessa su Nove nel 2019.

«Posto che la colpevolezza di Andrea Sempio è tutta ancora da dimostrare — e per quello ci sono i tribunali — in un caso di omicidio in cui il movente risulta ancora misterioso tracciarne l'identikit è doveroso», afferma Benelli. «E quello che esce non è proprio tranquillizzante, perché più che un profilo emerge un mondo, una subcultura».

Sui post c'è un dato che nessuno sta mettendo davvero a fuoco: «i messaggi di Andreas — questo il nickname dell'utente — non sarebbero interventi isolati, ma un archivio. Sarebbero 3.355 messaggi in sette anni sul forum Italian Seduction Club, più di uno al giorno. L'attribuzione ad Andrea Sempio non è confermata in via definitiva, ma anche i suoi avvocati non hanno escluso che almeno una parte di quei messaggi sia effettivamente riconducibile al loro assistito. E non finisce lì: dai diari sequestrati a Voghera nel maggio 2025 risulterebbe che Sempio aveva pagato corsi di tecniche di seduzione e frequentava anche un gruppo che si occupava degli stessi temi».

«Una pratica metodica, lunga, in cui sono stati investiti tempo e soldi. Andreas era chiaramente a caccia di una "formazione". A ventidue anni si descriveva così: "Con le donne sono arrivato al massimo a qualche bacio. Il mio ostacolo principale è il contatto fisico". Da lì la ricerca di un metodo, di un linguaggio: nel gergo di quei forum un'ossessione per una donna si chiama one-itis — una "malattia". La galassia italiana dei guru della seduzione — coach, manuali, corsi, bootcamp — è la traduzione nostrana della Pickup Artist culture americana che ha colonizzato le camerette di un'intera generazione maschile. E ha fatto da ponte verso la galassia incel, quelli della serie Adolescence, per capirci».

C'è poi un secondo dettaglio che Benelli sottolinea. «Tra le ultime cose pubblicate dal profilo, ci sarebbe un messaggio del 14 settembre 2016 sul suicidio di Tiziana Cantone, la giovane napoletana morta dopo che alcuni suoi video intimi erano stati diffusi in rete. Andreas avrebbe scritto che i video continueranno a circolare "non per guardare un porno, ma per vedere quella che è morta". Non gli do letture, perché il senso preciso di quelle parole si presta a interpretazioni diverse, anche “assolutorie”. Lo segnalo perché esiste, e perché chi vuole farsi un'idea propria del caso, prima del 6 maggio, ha diritto di sapere che fa parte di quell’enorme deposito di scrittura».

E ancora. «Nel giugno 2011 Andreas avrebbe pubblicato un post sui suoi allenamenti di Krav Maga — l'arte marziale israeliana che, lo sappiamo, Sempio pratica da anni come istruttore. Avrebbe scritto che dopo le sedute più intense si sente "più maschio, più uomo", una sensazione vicina alla "calma post sesso", e si chiede da cosa dipenda: "adrenalina? testosterone? personalità repressa da serial killer israeliano?". Attenzione, può essere solo una battuta — di gusto pessimo magari, ma una battuta. Resta che, in quei sette anni di scrittura quotidiana, in un dato momento il soggetto si sarebbe interrogato sulla propria potenziale vena omicida. Anche di questo, oggi, credo sia giusto sapere».

Poi c'è l'elemento a parer suo più «suggestivo» per l'indagine giudiziaria. «Andreas, dopo anni, smette di scrivere il 1° novembre 2016 — meno di due mesi prima dell'iscrizione di Sempio nel registro degli indagati. Letta con la lente dell'accusa, più che una coincidenza sembra una cesura chirurgica. Magari si potrebbe persino ipotizzare che fosse stato informato di un'attività investigativa già in corso — del resto, su altre presunte fughe di notizie a vantaggio di Sempio nei mesi successivi sta lavorando la Procura di Brescia, in un filone collegato all'inchiesta Clean 2 della Procura di Pavia. Oppure no, è solo una coincidenza. Accertarlo — lo ripeto — spetta solo ai tribunali».