Assisi, La Verna, Padova, San Giovanni Rotondo. Tre luoghi francescani legati ad altrettante figure straordinarie: san Francesco, sant’Antonio di Padova, san Pio da Pietrelcina. Tre tappe, anche, della geografia spirituale di don Davide Banzato, conduttore del programma I viaggi del cuore in onda da diversi anni sulle reti Mediaset. Ora Banzato ha deciso di fare di questa esperienza una sorta di diario personale dove la storia dei luoghi e dei personaggi s’intreccia a quella sua personale, dall’infanzia a Padova alla scelta del sacerdozio, all’amicizia con Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti. Ne è nato un libro, I miei viaggi del cuore (San Paolo, pp. 192), in libreria dall’11 marzo.

Nel libro conduce il lettore a scoprire le figure di tre santi straordinari.

«Oggi, soprattutto tra i giovani, vanno di moda gli influencer e Francesco d’Assisi, Antonio di Padova e Pio da Pietrelcina sono tre modelli che hanno molto da dire alle persone di oggi per le loro storie avvincenti di vita e perché hanno vissuto situazioni nelle quali chiunque di noi può trovarsi».

In che modo?

«Francesco da giovane ha cercato il successo e la felicità nello sballo e nel godersi la vita come fanno tanti giovani di oggi, ma poi si è trovato infelice. Alla fine ha trovato nel Vangelo la strada per realizzarsi, indicando la via da percorrere a tante altre persone. Sant’Antonio invece ha cercato la felicità nella vita religiosa, anche comoda, perché aveva trovato una realtà consolidata e importante nella quale aveva una carriera da accademico e intellettuale quasi spianata. Anche lui, alla fine, era infelice e ha trovato nel carisma del francescanesimo nascente ciò che l’ha veramente realizzato. Infine, san Pio il quale, oltre ad essere un grande mistico, è stato un santo che ha avuto un rapporto privilegiato con la sofferenza».

Quali sono i suoi luoghi del cuore? 

«Nel libro ne racconto diversi. Il primo è La Verna, sull’Appennino toscano, il luogo in cui nel 1214 san Francesco ricevette le stimmate e dove, prima di essere ordinato diacono e poi sacerdote, mi sono ritirato in silenzio a pregare. In quel posto, che ho iniziato a frequentare da bambino con mio padre, si può rivivere l’esperienza del Poverello con i primi compagni e, in tutte le stagioni, il fondersi della natura – i paesaggi aspri e maestosi del Monte Penna e delle foreste del Casentino – con la spiritualità francescana».

Assisi?

«Un gioiello unico che riserva sempre sorprese, a partire dall’Assisi romana, poco nota ma tutta da scoprire, fino ai luoghi di Francesco e Chiara».

Poi c’è Padova, la città dove lei è nato e cresciuto. 

«Ripercorro i luoghi legati a sant’Antonio che sono quelli della mia infanzia e fanciullezza arrivando fino a Lisbona, in Portogallo, dove il santo ha iniziato la sua esperienza e si è formato».

Qual è il suo legame con San Giovanni Rotondo?

«Anzitutto è legato a una data: sono stato ordinato sacerdote il 23 settembre 2006, festa liturgica di san Pio. Ho scoperto questa figura e i suoi luoghi un po’ tardi perché all’inizio mi sembrava un po’ burbero e distante. E invece, approfondendo di più, ho scoperto un grande mistico e, anche, il lato inedito del suo carattere: era un uomo molto affabile con i confratelli e i fedeli, divertente, persino scherzoso. A San Giovanni Rotondo c’è un posto dove mi fermo in silenzio a pregare ed è il coro dove il frate ha ricevuto le stimmate».

Nel libro, al termine di ogni tappa, ci sono i consigli spirituali di Chiara Amirante.

«Nuovi Orizzonti è la mia vocazione nella vocazione: portare, da sacerdote, la gioia di Cristo Risorto negli inferi di oggi. Chiara Amirante ci aiuta a mettere in pratica gli insegnamenti che abbiamo ricevuto da ognuno di questi tre santi».

Amirante l’11 febbraio scorso ha rassegnato le dimissioni dalla guida di Nuovi Orizzonti. Qual è la sua eredità?

«All’inizio c’è stato un po’ di smarrimento. Ora per la Comunità si apre un passaggio delicato e ognuno di noi è chiamato a fare un salto importante, quello della maturità, e da figli e figlie diventare padri e madri. Le sue condizioni di salute si sono aggravate notevolmente nell’ultimo mese e non erano più compatibili con il ruolo di un presidente che deve guidare una macchina complessa presente oggi in 80 Paesi del mondo con oltre 200 centri e mille équipe di servizio».

Chi arriverà dopo di lei?

«Siamo in fase di discernimento. Sarà una donna, come prevedono gli statuti di Nuovi Orizzonti».