PHOTO
Frena le trattative con l’Iran e torna nuovamente ad attaccare papa Leone. Trump, incurante che, come ha spiegato qualche settimana fa lo stesso Prevost, la Chiesa cattolica è stata tra le prime istituzioni a sostenere il disarmo nucleare a livello mondiale, scrive sul suo social Truth: «Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l'Iran non può avere un'arma nucleare». A corredo del suo post rilancia la foto pubblicata su X dal democratico Brandon Johnson, appunto sindaco di Chicago, la città natale del Pontefice, della sua visita in Vaticano. Johnson, postando anche le immagini della preghiera di Prevost durante un incontro multireligioso scrive: «È stato un onore condividere del tempo con un magnifico essere umano, Sua Santità Papa Leone XIV».
Il post di Trump arriva all’indomani del rosario per la pace recitato nei giardini vaticani in collegamento con i maggiori santuari mariani del mondo. Un modo di pensare la pace «disarmata e disarmante» che deve particolarmente irritare il presidente americano visto che anche il precedente attacco era stato sferrato dopo la veglia per la pace convocata da papa Leone nella basilica di San Pietro alla vigilia del suo viaggio in Africa.
Intanto l’agenzia Axios, che i media iraniani bollano come canale di comunicazione del Mossad, l’intelligence israeliana, diffonde la notizia che Trump chiede ulteriori modifiche prima di procedere alla firma degli accordi con l’Iran. «Non ho fretta», avrebbe spiegato il presidente americano. Secondo le indiscrezioni dell’agenzia Trump vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio altamente arricchito ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. Attualmente la bozza stoppata da Trump prevede l'impegno di Teheran a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un lasso di tempo di 60 giorni successivo alla firma per negoziare gli obblighi nucleari iraniani e il destino del materiale già accumulato. Trump vorrebbe inserire tra le clausole il divieto non solo di produrre, ma anche di acquistare armi nucleari e vorrebbe acquisire l’uranio arricchito, mentre Teheran vorrebbe cederlo alla Russia.


Trump, commentando il fatto che l’intesa potrebbe essere raggiunta in due giorni o in due settimane, ha spiegato che un accordo che «non risultasse vantaggioso per noi rappresenterebbe, in definitiva, proprio quella linea che non va superata». Secondo Trump l’Iran sarà costretto a firmare perché «siamo noi ad avere tutte le carte in mano, poiché li abbiamo sconfitti militarmente».






