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Il feretro di Valentino Garavani viene portato nella Basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri di Roma per la celebrazione del funerale
«Mi piace pensarla davanti al Signore mentre raccoglie i frutti della bellezza che ha seminato in tanti esempi di vita». È con questa immagine intensa e contemplativa che don Pietro Guerini ha aperto l’omelia per i funerali di Valentino Garavani, celebrati venerdì mattina nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.
Nel suo ricordo del grande stilista, il sacerdote ha subito legato la categoria della bellezza alla speranza cristiana, sottolineando che «la bellezza salva, e produce sogni che cambiano il mondo».
Rivolgendosi direttamente al maestro dell’alta moda, don Guerini ha proseguito: «Caro Valentino, stimatissimo maestro, la accompagnamo oggi nel suo incontro con il Signore. Possiamo solo immaginare e dire con timide parole la meraviglia dell’incontro con la grandezza di Dio».
Al centro dell’omelia, una riflessione sulla bellezza come manifestazione discreta ma potente del divino nella vita quotidiana: «Libera la bellezza che gli appartiene, che attraversa questo mondo, le ombre del mondo. Ecco la bellezza divina, si cela nelle minuzie e nei gesti positivi abituali, nel volto che sorride, nella parola piena di cuore». Una bellezza che non ignora il dolore, ma lo attraversa e lo trasfigura: «Anche in una malattia, nell’insuccesso, nel male e il perdono, qui è la bellezza divina».


Anna Wintour ai funerali
(REUTERS)Guardando all’orizzonte ultimo della fede, il sacerdote ha aggiunto: «Caro Valentino, entrando nella vita di Dio lei incontra tutti i frammenti della storia umana in cui la bellezza ha vinto, è stata liberata, ha riscattato la morte. Mi piace immaginarla davanti al Signore in questa visione universale».
Nel finale, il ringraziamento di don Guerini per una testimonianza che ha saputo coniugare arte, fede e gratitudine: «Maestro Valentino, lei ora incontra questa bellezza divina che salva e genera frutto. Bellezza che innamora. Grazie di esserne stato testimone. Le sue opere hanno deposto visioni nuove e una nuova sapienza divina. Lei ha sempre ringraziato il Signore per quanto ogni giorno le donava. Il nostro grazie e la nostra lode per il tesoro di bellezza che lei ha saputo generare e condividere».
Durante l’offertorio, uno dei momenti più toccanti della celebrazione, la Basilica è stata avvolta dalle note dell’Ave Maria di Schubert. Numerosi gli omaggi floreali all’ingresso: da quello di Sophia Loren, con il messaggio «Sempre nel mio cuore», a quelli della famiglia Armani, di Lavinia Biagiotti, dei principi ereditari di Norvegia e della Camera Nazionale della Moda. Claudia Schiffer ha scelto una sola rosa rossa.


Giancarlo Giammetti abbraccia il sacerdote al termine del funerale
(REUTERS)Profondamente commosso l’intervento a sorpresa di Vernon Bruce Hoeksema, ultimo compagno di Valentino, che ha parlato in inglese tra le lacrime: «Era la persona a cui parlavo, non di cui parlavo. Questo è ciò che mi mancherà di più». E ha concluso: «Non dico addio oggi, ma grazie».
Giancarlo Giammetti, storico collaboratore e amico, ha ricordato come Valentino gli abbia insegnato il significato più autentico della bellezza, annunciando che il cammino condiviso continuerà attraverso una fondazione destinata a custodirne la memoria.
I funerali si sono conclusi con un lungo applauso commosso. All’uscita degli ospiti, il feretro è stato accompagnato sulle note de Il nostro concerto di Umberto Bindi. Sopra, un cuscino di rose bianche, unico tipo di fiori ammesso in Basilica per la celebrazione. La salma è stata poi trasferita al cimitero Flaminio – Prima Porta. Un ultimo saluto nel segno di quella bellezza che, come ha ricordato don Guerini nell’omelia, salva e genera vita.





