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Valeria Fedeli, ex ministro dell'istruzione, è morta a 76 anni dopo una grave malattia
È morta a 76 anni Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione ed esponente del Partito democratico. Era da tempo gravemente malata. Sindacalista di lungo corso e figura di primo piano della sinistra italiana, Fedeli ha attraversato decenni di vita pubblica con un impegno costante sui temi del lavoro, della scuola e dei diritti delle donne.
Nata nel 1949 a Treviglio, in provincia di Bergamo, luogo a cui rimase sempre legata, iniziò giovanissima l’attività sindacale nella CGIL milanese. Nel corso degli anni si trasferì a Roma, dove assunse incarichi di crescente responsabilità nella direzione nazionale del sindacato, fino a diventare presidente di una delle principali federazioni sindacali europee del settore tessile.
L’ingresso in Parlamento avvenne nel 2013, quando l’allora segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani la candidò al Senato. Fedeli aveva già acquisito una certa notorietà pubblica per il suo impegno nelle vertenze industriali e per la partecipazione, nel 2011, al comitato “Se non ora quando”, nato per promuovere una maggiore attenzione alla dignità delle donne nella vita pubblica.


La candidatura non fu priva di polemiche, legate anche alla scelta di indicarla capolista in una regione diversa da quella di origine e di residenza. Fedeli respinse sempre l’idea di aver beneficiato di corsie preferenziali, sottolineando il proprio percorso sindacale e politico autonomo, maturato in decenni di attività.
Dopo l’elezione fu nominata vicepresidente del Senato. In questa veste, nel 2015, presiedette insieme alla presidente della Camera Laura Boldrini la seduta che portò all’elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. L’attività parlamentare rimase incentrata soprattutto sulle questioni del lavoro, della scuola e sulla promozione della partecipazione femminile alla vita sociale e politica.
Nel dicembre 2016, con la nascita del governo guidato da Paolo Gentiloni, venne chiamata a ricoprire l’incarico di ministra dell’Istruzione. Fu una nomina accolta con attenzione e anche con critiche, in particolare per il suo percorso di studi, non universitario. Fedeli rispose rivendicando il valore dell’esperienza professionale e sindacale e difendendo una visione inclusiva della scuola, aperta al dialogo e al rispetto delle differenze.
Rieletta senatrice nella legislatura successiva, visse con crescente disagio alcune scelte politiche del Partito Democratico, in particolare l’alleanza con il Movimento 5 Stelle, esprimendo riserve su temi di politica estera e giustizia. Continuò a intervenire nel dibattito pubblico con franchezza, anche quando questo la portò a posizioni critiche nei confronti della dirigenza del partito. Non fu ricandidata alle elezioni del 2022.
Con la sua scomparsa se ne va una protagonista della storia sindacale e politica recente, che ha vissuto l’impegno pubblico come servizio e confronto, non rinunciando mai a esprimere le proprie convinzioni, anche nei momenti più difficili.
Ecco una rielaborazione dell’articolo, con una struttura più scorrevole e giornalistica, lasciando invariati tutti i virgolettati:
Sono numerose e trasversali le reazioni del mondo politico alla notizia della morte di Valeria Fedeli. Tra le prime a intervenire la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sui social esprime il proprio cordoglio: «Colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convizione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore».
Un ricordo arriva anche dall’ex premier Paolo Gentiloni, che sottolinea il profilo umano e politico dell’ex ministra: «Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo. Un abbraccio ad Achille. Riposi in pace».
Parole di affetto anche da Matteo Renzi: «Una donna intelligente, sensibile e molto lucida. E personalmente ricordo l'affetto con cui mi ha accompagnato sia negli anni del governo, quando era vice presidente del Senato, sia negli ultimi anni. Era facile volerle bene ed era bello farlo. Ad Achille, ai suoi cari, alla sua CGIL, al Pd l'affetto e le condoglianze più profonde mie e di tutta Italia Viva».
Il cordoglio del Partito democratico è affidato alla segretaria Elly Schlein, che parla di «un grande dolore e un'enorme perdita per tutta la comunità democratica», ricordando come Fedeli, «nel corso della sua vita da politica, ministra dell'Istruzione, sindacalista e femminista, ci ha dato un contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza». Schlein sottolinea inoltre che «si è battuta fino all'ultimo per l'eguaglianza, per la dignità del lavoro e per la piena parità di genere, per i principi costituzionali cui ha sempre ispirato sia la sua militanza politica che il suo significativo lavoro istituzionale». E conclude: «Le dobbiamo essere tutte e tutti grati per il suo impegno appassionato e instancabile, che continuerà a ispirarci e che porteremo avanti. Ci stringiamo ad Achille Passoni e ai suoi familiari, come a tutte e tutti quelli che le hanno voluto bene e che con lei hanno condiviso questo cammino».
In segno di lutto, l’assemblea dei parlamentari dem si è raccolta in un minuto di silenzio. A ricordare l’impegno di Fedeli è anche la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga: «Il suo impegno nelle istituzioni, da vice presidente del Senato, ministra, appassionata femminista, sindacalista, dirigente politica e la ringraziamo per tutto quello che ha fatto per la nostra comunità. Ci stringiamo ad Achille in questo triste momento e con un minuto di silenzio esprimiamo il nostro dolore e rispetto per la scomparsa di Valeria. Nei prossimo giorni ricorderemo il suo impegno nelle istituzioni e nel paese».
Il cordoglio delle istituzioni arriva infine dal presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Ho appreso con molto dispiacere, la notizia della scomparsa di Valeria Fedeli, ministra dell'Istruzione durante il governo Gentiloni, vicepresidente del Senato, sindacalista e dirigente di partito. Ai suoi familiari e alle persone a lei care, giungano le sentite condoglianze del Senato della Repubblica».





